Beirut, una delle esplosioni più forti della storia

| Calcoli alla mano, è una delle più potenti di sempre, seconda soltanto a quelle delle atomiche sganciate sul Giappone. In pochi istanti, le quasi 3.000 tonnellate di nitrato di ammonio hanno liberato una forza pari a 500 tonnellate di TNT

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L’Università di Sheffield ha analizzato e studiato ogni singolo istante dell’esplosione che il 4 agosto scorso ha raso al suolo una parte di Beirut, giungendo a conclusioni agghiaccianti.

Se si escludono le esplosioni nucleari, l’inferno che ha sconquassato la capitale del Libano è stata una delle deflagrazioni più potenti della storia, capace di liberare una quantità di energia che sarebbe stata sufficiente ad alimentare almeno 100 grattacieli per un anno intero. Tradotta in numeri, la potenza è stata pari a 500 tonnellate di TNT, circa 20 volte inferiore all’atomica che nel 1945 distrusse Hiroshima, o ancora pari a 1GWh, quanto l’energia prodotta da tre milioni di pannelli solari in un’ora. 

L’analisi si è basata su 16 video registrati a distanze diverse che hanno fissato l’istante della deflagrazione delle 2.750 tonnellate di nitrato d’ammonio stipate in un deposito dimenticato del porto di Beirut. La differenze delle inquadrature hanno consentito ai tecnici di valutare la velocità dell’onda d’urto, quantificando con esattezza la portata dell’esplosione. 

“Imparare a conoscere questi eventi permetterà di costruire edifici più resistenti in ad alto rischio e vetri che vadano in frantumi senza arrecare danni: quelli di Beirut hanno causato problemi e ferimenti fino a 10 km di distanza”.

Il primato dell’esplosione più potente resta quella di Halifax del 1917, quando due navi – di cui una carica di esplosivi – si sono scontrate liberando una forza pari a 2,9 chilotoni.

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