Busta esplosiva in auto, ferito ex primo ministro greco

| Attentato ad Atene ferito Lucas Papademos. Terrorismo internazionale con basi a Torino

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Di Germano Longo
Gli anarchici della Federazione Informale - Cellule di Fuoco, detenuti in Iralia a seguito dell'operazione Scripta Manent della procura di Torino lo avevano in qualche anticipato, in un appello diffuso sul sito Croce Nera e il Buco. Mentre Alfredo Cospito e la moglie Anna Beniamino protestavano  per la censura e per latre restrizioni imposte nel circuito ad alta sicurezza di Ferrara e Rebibbia (Cospito ha iniziato uno sciopero edella fame), il messaggio è stato chiaro: invece di solidarietà da tastiera, azioni dirette, per chi è nelle carceri del sistema, in Italia, Grecia (dove c'è il più alto numero di reclusi di quest'area). E un ordigno nascosto in una busta è esploso nell'auto dell'ex-primo ministro greco Lucas Papademos nel centro di Atene, ferendo lui e il suo autista. Spiega la polizia di Atene: "Il signor Papapademos e il suo autista sono stati portati in ospedale", ha detto un agente, aggiungendo che i medici sono preoccupati per la sua vista. Per la tv greca non è comunque in pericolo di vita. Papademos, che è stato anche governatore della banca centrale e vice presidente della Bce, era stato nominato primo ministro nel novembre 2011 all'apice della crisi finanziaria con la missione di aiutare il suo paese a restare nella zona euro. E' rimasto in carica fino alle elezioni del maggio 2012. Feriti anche i due collaboratori che erano con lui in auto. La busta era stata recapitata all'indirizzo del palazzo dove Ppapdemos lavora ed è sfuggita ai controlli con il detector che vengono effetuati ogni giorno. Finita nella corrispondenza, è stata aperta in auto, durante un breve tratto di trasferimento; Ppapademos stava andado a un incontro ed era protetto da una scorta della polizia greca.

Le forze di sicurezza greche hanno intercettato diversi tentativi di attacchi contro funzionari greci, tedeschi e dell'Fmi negli ultimi due mesi. Uno è andato a segno (una persona lievemente ferita) un mese fa  a Parigi ed è stato subito rivendicato - anche se gli Informali teorizzano da tempo che la rivendicazione non è obbligatoria, nè indispensabile - dai siti delle Cdf. Prima ancora, a Parma, è stato recapitato  un ordigno a una azenda che si occupa di agricoltura avanzata. E' al lavoro, dunque, un piccolo gruppo transnazionale che va pianificando una serie di attentati. Come esplosivo, usano polvere nera compressa in contenitori di metallo, usano come detonatori comandi a distanza (come è accaduto giorni fa a Roma) davanti a un ufficio delle Poste, nascondono gli ordini in buste spesso imbottite di chiodi o in chiavi Usl da collegare ai computer.
Le ragioni degli attentati
In un documento pubblicato in queste ore sono bene precisate le ragioni che sono alle spalle del ciclo di attentati. Scrivono i redattori della Fai/Informale il 21 maggio, in occasione dell'avvio al processo ai detenuti di Scripta Manent (pm Roberto Maria Sparagna, oggetto negli ultimi tempi di pesanti minacce): "...ll 5 Giugno 2017, si svolgerà a Torino l'udienza preliminare del processo per l'Operazione "Scripta Manent", in cui vengono contestati a vario titolo, la costituzione e la partecipazione ad associazione sovversiva, diversi attacchi esplosivi a firma Federazione Anarchica Informale contro Carabinieri, politici, giornalisti e aziende impegnate nella costruzione di carceri e Centri di Permanenza Temporanea, nonché i reati di istigazione a delinquere e apologia di reato per alcuni scritti apparsi sulla pubblicazione di Croce Nera Anarchica. Gli accusati sono 15, di cui 7 tuttora rinchiusi nelle sezioni AS2 di Ferrara, Alessandria, Rebibbia. I compagni e le compagne incarcerati sono sottoposti ad un continuo accanimento e ulteriori restrizioni nelle possibilità di comunicare, sia tra loro che all'esterno. Nonostante ciò, proseguono nella loro lotta contro questo sistema di dominio, mantenendo alta la conflittualità attraverso azioni di rivolta e contribuendo al dibattito tra anarchici e nemici dell'autorità...". 
Il documento integrale è allegato al servizio, dove sono elencate tutte le ragioni che sono alla base degli attentati esplosivi.  L'azione contro Papademos è una delle più gravi e più organizzate. Non è stato un gesto dimostrativo, come a Roma, quando l'ordigno posto tra due auto è stato fatto esplodere nelle prime ore della giornata, ma con l'intenzione di ferire se non di uccidere. Gli analisti temono che purtroppo, anche in tempi di emergenza per il terrorismo islamico che catalizza le maggiori risorse delle forze di polizia europee, gli attentati di matrice anarchica, mirati su persone e obiettivi istituzionali, saranno in continuo aumento. 

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