Canada: i resti di 215 bambini trovati in un collegio

| Si tratta per lo più di aborigeni, e alcuni avevano pochi anni. La macabra scoperta è arrivata dopo anni di indagini e segnalazioni. Per il premier Trudeau è “una pagina sconcertante nella storia del nostro Paese”

+ Miei preferiti
Il Canada è sotto shock: i resti di 215 bambini sono stati trovati nell’area della “Kamloops Indian Residential School”, una scuola per bambini aborigeni. Alcuni di loro, secondo i primi rilievi avevano non più di 3 anni.

La macabra scoperta, che ha richiesto decenni di studi, è iniziata grazie alle segnalazioni di alcuni sopravvissuti: “Ho tanto dolore e sofferenza, ma sentire finalmente che il mondo si stava rendendo conto di quello che succedeva in quella scuola, è stato un sollievo - ha commentato Harvey McLeod, che alla fine degli ’60 ha frequentato la scuola per due anni – questa storia irreale che circolava da tempo senza nessuna prova, finalmente è diventata realtà”. Per decenni, McLeod e diversi ex studenti come lui si chiedevano cosa fosse successo ad amici e compagni di classe svaniti nel nulla: “A volte qualcuno non tornava, ma eravamo felici per loro perché pensavamo fossero riusciti a scappare. Poi hanno iniziato a girare voci che raccontavano di destini ben diversi”.

Per voce di Rosanne Casimir, leader della comunità indiana “Tk’emlúps te Secwépemc”, nella Columbia Britannica, ha confermato la notizia del macabro ritrovamento con una dichiarazione ufficiale: “Lo scorso fine settimana, con l’aiuto di uno specialista in radar di profondità, la cruda verità dei risultati preliminari è venuta alla luce con il ritrovamento dei resti di 215 bambini, tutti studenti della Kamloops Indian Residential School. Per quanto ne sappiamo al momento, si tratta morti non documentate”.

La scuola indiana di Kamloops è stata una delle più grandi del Canada e ha operato dalla fine del 19° secolo agli anni ’70: era stata aperta e gestita dalla Chiesa Cattolica fino a quando il governo federale l’aveva rilevata alla fine degli anni ‘60. Ha chiuso definitivamente circa un decennio dopo e ora ospita un museo e una struttura per eventi e manifestazioni culturali.

I leader della comunità assicurano che l’indagine proseguirà con la collaborazione dell’ufficio del coroner della British Columbia, e tutti i resti rinvenuti saranno custoditi nell’attesa di dare a tutti un nome. “È la prova della tragica e straziante devastazione che il sistema scolastico canadese ha perpetrato per lungo tempo colpendo migliaia di persone”, ha commentato Lisa Lapointe, capo coroner.

Nel 2015 la Commissione canadese per la verità e la riconciliazione ha pubblicato un rapporto che dettagliava le pratiche aberranti che avvenivano all’interno delle residenze scolastiche del paese. Migliaia di bambini, per lo più indigeni, sono stati separati dalle loro famiglie e costretti a vivere nei collegi subendo abusi fisici, sessuali ed emotivi in quelle che avrebbero dovuto essere istituzioni gestite dal governo e dalla chiesa. “La notizia del ritrovamento di resti nell’ex collegio di Kamloops mi spezza il cuore, è un doloroso ricordo di quel capitolo oscuro e vergognoso nella storia del nostro paese. Sto pensando a tutti coloro che sono stati colpiti da questa notizia: siamo qui per voi e con voi”, ha twittato il premier Justin Trudeau.

Secondo Carolyn Bennett, ministro canadese delle relazioni con le popolazioni indigene, si tratta di una rivelazione che racconta a tutti i canadesi “una verità molto dolorosa con cui è necessario fare i conti” e di un “orribile capitolo nella storia canadese. Questo è stato il motivo per cui la Commissione per la Verità e la Riconciliazione pretendeva che ci si occupasse dei bambini scomparsi e delle tombe senza nome: sapevano che c’era molto di più di quello che diversi processi avevano accertato”.

Nel 2019, Trudeau ha accettato di considerare il danno inflitto alle popolazioni indigene in Canada come un vero genocidio, assicurando che sarebbe andato fino in fondo “per mettere la parola fine a questa tragedia immensa”.

Per l’ex allievo Harvey McLeod, il sistema dei collegi ha segnato diverse generazioni della sua famiglia e gli abusi subito nella scuola di Kamloops lo hanno traumatizzato per anni. “Erano abusi fisici e sessuali che mi hanno straziato, portandomi sull’orlo del suicidio. Non volevo più vivere, gli anni in quel posto mi avevano cambiato per sempre. Ci ero entrato nel 1966 insieme alla maggior parte dei miei fratelli: era la la stessa scuola in cui erano andati mia madre e mio padre, e non avevamo scelta, era la legge. Posso solo immaginare cosa hanno provato i miei genitori quando sono stati costretti a lasciare lì alcuni di noi sapendo quello che avremmo vissuto in quella scuola. Ci è voluto tempo, ma ho perdonato i miei genitori, ho perdonato i miei abusatori e ho spezzato la catena che mi inchiodava a quella scuola. Voglio solo assicurarmi chi non ha avuto la fortuna di tornare a casa sia riconosciuto e rispettato come merita: sono tutte vittime innocenti di una follia collettiva, nient’altro che quello”.

Come è stato documentato dalla Commissione per la Verità e la Riconciliazione, molti dei bambini nelle scuole residenziali non hanno ricevuto cure mediche adeguate e alcuni sono morti prematuramente per malattie come la tubercolosi. La commissione stima che più di 4.000 bambini siano morti in diversi decenni, ma il rapporto finale riconosce che sarà praticamente impossibile stabilire il numero esatto.

Galleria fotografica
Canada: i resti di 215 bambini trovati in un collegio - immagine 1
Canada: i resti di 215 bambini trovati in un collegio - immagine 2
Canada: i resti di 215 bambini trovati in un collegio - immagine 3
Canada: i resti di 215 bambini trovati in un collegio - immagine 4
Mondo
Le promesse ambientali del G7
Le promesse ambientali del G7
I leader mondiali hanno concordato sull’urgenza di agire per salvare il pianeta. Ma senza fatti concreti: a quattro mesi dal COP 26 mancano ancora date e strategie
La Qantas invasa dalle gang dello spaccio di droga
La Qantas invasa dalle gang dello spaccio di droga
Un’inchiesta top secret svelata dai media avrebbe individuato 150 dipendenti della compagnia aerea australiana appartenenti a gang di bikers attive nel traffico di stupefacenti
Un’ex pornostar ha avvelenato il marito 77enne
Un’ex pornostar ha avvelenato il marito 77enne
Saki Sudo, 22 anni, ha ucciso il miliardario 77enne Kosuke Nozaki somministrandogli massicce dosi di droghe stimolanti. La polizia l’ha arrestata dopo anni di indagini
Riappare la principessa Latifa
Riappare la principessa Latifa
La figlia dello sceicco di Dubai, per cui si sono mosse anche le Nazioni Uniti, è comparsa all’improvviso in un paio di foto postate su Instagram. E' la prova che sia ancora in vita, ma non dice nulla sulle sue condizioni
La moglie manesca dell’ambasciatore
La moglie manesca dell’ambasciatore
Xiang Xueqiu, consorte dell’ambasciatore del Belgio in Corea del Sud, ha chiesto l’immunità diplomatica prima di essere accusata di aggressione dalla commessa di un negozio di abbigliamento
Condannata la «ragazza della Costituzione»
Condannata la «ragazza della Costituzione»
Colpevole di estremismo, Olga Misik dovrà scontare 2 anni 9 mesi di arresti domiciliari. Insieme a lei condannati altri due giovani per vandalismo
Strage in una scuola in Russia
Strage in una scuola in Russia
Scene simili a quelle americane a Kazan, una città a 1000 km da Mosca: un 19enne ha ucciso 9 persone prima di essere fermato. Putin invoca una maggior stretta sulle armi
Il razzo cinese è caduto vicino alle Maldive
Il razzo cinese è caduto vicino alle Maldive
Questa la versione dell’agenzia spaziale di Pechino, accusata di aver realizzato un booster destinato a tornare sulla Terra senza controllo
Il razzo cinese si schianterà sulla Terra nel fine settimana
Il razzo cinese si schianterà sulla Terra nel fine settimana
I detriti del Long March 5B dovrebbero rientrare nel giro delle prossime ore, ma nessuno sa con precisione dove e quando. I cinesi minimizzano, tutti gli altri sono preoccupati
Indonesia, lo scandalo dei tamponi utilizzati più volte
Indonesia, lo scandalo dei tamponi utilizzati più volte
Cinque dipendenti di un colosso farmaceutico che vendevano test in aeroporto, per mesi avrebbero pulito e riconfezionato tamponi nasali e antigenici