Chiuse le indagini dei killer del Canada

| La polizia ha divulgato i risultati dell’inchiesta sui tre omicidi commessi da Kam McLeod e Bryer Schmegelsky, due adolescenti che avevano scelto di uccidere senza motivo. Trovati diversi video "agghiaccianti"

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La famiglia di Chynna Deese non riesce a darsi pace: la loro ragazza, una delle tre vittime di Kam McLeod e Bryer Schmegelsky, i due adolescenti che lo scorso fra luglio e agosto hanno tenuto sotto scacco il Canada, era una persona meravigliosa, che amava il prossimo e la vita.

La storia di Deese, 24 anni, si è interrotta con una telefonata dei funzionari canadesi arrivata nella residenza di famiglia a Charlotte, in Nord Carolina: avevano ritrovato i corpi senza vita di lei e del suo fidanzato australiano, Lucas Fowler. Uccisi senza alcun motivo.

I corpi di McLeod, 19 anni, e Schmegelsky, 18, sono stati trovati all’inizio di agosto, a settimane di distanza da una fuga attraverso i territori canadesi e tre omicidi: dopo i due fidanzati, avevano freddato il docente universitario Leonard Dyck, anche lui senza motivo.

Kevin Hackett, vice commissario della Royal Canada Mounted Police, ha divulgato un rapporto di 13 pagine che descrive in dettaglio i risultati dell’indagine. La polizia ha scoperto una macchina fotografica digitale appartenente ad una delle vittime: è stata utilizzata per realizzare sei video in cui i due confermano di essere gli assassini. In uno, della durata di 58 secondi, Bryer Schmegelsky e Kam McLeod rivendicano la responsabilità dell’omicidio dei due fidanzati. In un altro ammettono di aver ucciso anche Leonard Dyck. In un altro ancora raccontano i loro piani: risalire a nord fino a Hudson Bay, rubare un’imbarcazione e viaggiare verso l’Europa o l’Africa. Ma nell’ultimo video ammettono di aver fallito: il fiume che stavano seguendo era impraticabile e probabilmente non restava loro altra via d’uscita che il suicidio. Ma il dettaglio più agghiacciante dei video è che nei loro occhi e nelle frasi che pronunciano non c’è alcuna traccia di rimorso per gli omicidi: “Non appaiono mai pentiti, anzi, si dicevano pronti ad uccidere ancora”. 

La polizia ha anche svelato i dettagli di un incontro agghiacciante accaduto lungo la Alaska Highway, due giorni dopo gli omicidi dei due fidanzati: un camionista si era fermato lungo la strada per riposarsi, ma negli specchietti ha visto un uomo con una pistola che si avvicinava. È riuscito a mettere in moto e dileguarsi, avvisando poco dopo la polizia.

I corpi senza vita di Chynna Deese, 24 anni, e Lucas Fowler, 23, sono stati trovati il 15 luglio lungo una remota autostrada nel nord della Columbia Britannica. Stavano proseguendo la loro vacanza nei parchi canadesi dopo aver trascorso due giorni a Fort Nelson. L’ultima immagine, diffusa dai media, è quella delle telecamere di sorveglianza di un distributore di benzina: mentre fanno rifornimento, si abbracciano.

La polizia aveva concentrato quasi subito le attenzioni sui due adolescenti di cui si era stata denunciata la scomparsa: l’allarme aveva messo paura gli abitanti di una zona considerata fra le più tranquille al mondo. Quattro giorni dopo, il corpo del professore Leonard Dyck della University of British Columbia è stato scoperto a poche centinaia di chilometri dalla prima scena del crimine.

Un camper bruciato, che si riteneva fosse stato usato dai due sospetti, è stato trovato ad un paio di km dal corpo di Dyck. A quel punto, la polizia ha intensificato i controlli, e la ricerca si è trasforma in una caccia all’uomo che ha finito per impegnare centinaia di agenti, con droni, elicotteri e unità cinofile, arrivando perfino a chiedere il supporto dell’esercito: era ormai chiaro a tutti che i due erano armati e molto pericolosi. È l’inizio di una delle più estese battute nella storia canadese, ma i due fuggitivi sono bravi a eludere e ingannare le squadre di ricerca per settimane: in 3.000 km attraversano montagne e praterie, e non lasciano tracce o quando le lasciano sono messe ad arte.

Alla fine di luglio, le autorità trovano alcuni segni del passaggio di McLeod e Schmegelsky: sono diretti verso la regione di Manitoba, una zona selvaggia e difficile anche per chi ci vive. Per settimane, la zona viene battuta palmo a palmo, ma dei due adolescenti non c’è traccia. Il 7 agosto, due settimane dopo l’inizio della fuga, i corpi dei due sono stati rinvenuti nel nord di Manitoba. Secondo gli esami scientifici forensi, si ritiene che McLeod abbia sparato a Schmegelsky con un fucile, prima di rivolgere l’arma verso se stesso. La polizia ha comparato i proiettili usati, trovando riscontro con quelli dei tre omicidi.

Era la fine di una vicenda che per settimane aveva terrorizzato le tranquille zone del Canada, ma non quella delle famiglie delle vittime, rimaste ancora oggi senza un perché. Leo Dyck era un docente presso il Dipartimento di Botanica dell’Università della British Columbia e ha lavorato come ricercatore sulle alghe marine. La famiglia si è limitata parlare di un “un dolore impensabile”.

Fowler e Deese si erano conosciuti in Croazia due anni fa. Erano una coppia che divideva la passione per i viaggi e l’esplorazione. Si erano trovati e stavano bene insieme: prima di mettere su famiglia volevano semplicemente vedere il mondo.

“La mia mente in qualche modo si rifiuta di credere che Chynna non c’è più: spero ancora che torni a casa - ha detto fra le lacrime Sheila, la mamma della ragazza - andava pazza per i girasoli, amava fare volontariato, amava i viaggi, le persone, gli animali. Amava tutti. Il peso della perdita che dobbiamo sopportare è sconvolgente, ma i ricordi che ci ha lasciato Chynna sono una benedizione”.

Come parte dell’indagine, la polizia ha parlato a lungo con la famiglia e gli amici di Kam McLeod e Bryer Schmegelsky: inizialmente, tutti si rifiutavano di credere che potessero essere capaci di tanta violenza. Per tutti erano semplicemente dei “bravi ragazzi”.

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