Cina, il nuovo virus potrebbe aver raggiunto 1700 casi

| Secondo uno studio realizzato dall’Imperial College di Londra, il numero di casi del coronavirus potrebbero essere sottovalutati: i 50 confermati in Cina sarebbero molti di più. Nuove procedure di controllo in diversi aeroporti americani

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In cuor suo, Neil Ferguson, epidemiologo fra i firmatari di uno studio realizzato dall’Imperial College di Londra, spera di avere torto: “Siamo molto più preoccupati di quanto non fossimo una settimana fa, perché i casi di coronavirus che si sono verificati in Cina potrebbero essere molti di più di quelli registrati ufficialmente finora”.

Secondo lo studio, dallo scorso dicembre i casi di infezione dal misterioso virus sarebbero 1.723, con due morti, mentre le autorità cinesi confermano solo 50 casi tra Cina, Giappone e Thailandia. I numeri dello studio sono al momento una stima che si basa su diverse ipotesi, tra cui il numero di casi esportati in altri paesi, il numero di persone passate attraverso l’aeroporto internazionale di Wuhan e il tempo impiegato per l’incubazione dell’infezione. “L’individuazione di tre casi al di fuori della Cina è preoccupante: calcoliamo, sulla base dei dati di volo e della popolazione, che ci sia una possibilità su 574 che una persona infetta a Wuhan si rechi all’estero prima di aver bisogno di cure mediche. Ma ci sono molte incognite, il che significa che l’intervallo di incertezza intorno alla stima varia da 190 casi a oltre 4.000”.

Nella maggior parte dei casi registrati c’è un collegamento epidemiologico comune con il mercato del pesce della città di Wuhan, ma diverse persone raccontano di non esserci mai state. L’ipotesi dei ricercatori è che il virus abbia sfruttato una finestra di trasmissione interumana, magari limitata a poche settimane, ma pur sempre dalle potenzialità devastanti.

Il virus si presenta come un’influenza: febbre alta e respiro affannoso, tanto che a molti dei ricoverati era stata diagnosticata una polmonite. In realtà di “2019-nCoV”, il nome tecnico del nuovo virus, si sa ancora poco: fa parte della famiglia dei coronavirus, che spazia dal raffreddore comune a malattie respiratorie decisamente più gravi, ma l’origine è tutt’ora sconosciuta. Il timore è la forte somiglianza alla “Sars”, infezione di origine animale che nel biennio 2002-2003 fu responsabile di più di 800 morti. “Molto resta da capire sul nuovo coronavirus, che è stato identificato per la prima volta in Cina all’inizio di questo mese. Non si sa abbastanza per trarre conclusioni definitive su come si trasmette, sulle caratteristiche cliniche della malattia e sulla sua diffusione”, ha commentato l’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Agli aeroporti JFK di New York, San Francisco e Los Angeles sono scattati i controlli di emergenza, con screening dei passeggeri in arrivo dall’Asia, obbligati al controllo della temperatura corporea a infrarossi e a compilare un questionario. Lo scorso anno, più di 60.000 passeggeri sono arrivati negli Stati Uniti da Wuhan, la stragrande maggioranza dei quali è passata attraverso i tre scali in cui è scattata l’emergenza.

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