Cina, lo scandalo della coppia di attori e dei figli surrogati

| L’attrice e modella Zheng Shuang, è stata accusata dall’ex compagno Zhang Heng di averlo abbandonato negli Stati Uniti con i due figli nati da madri surrogate. E in Cina è esplosa la polemica

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All’inizio, sembrava una delle tante, solite, storie d’amore tra celebrità: lei, Zheng Shuang, 29 anni, era una delle attrici più popolari in Cina dopo aver raggiunto la fama più o meno un decennio fa. Lui, Zhang Heng, 30 anni, era un produttore di talento, autore di uno spettacolo di varietà. Nel 2018, la coppia è diventata di dominio pubblico apparendo più volte in atteggiamenti affettuosi, oltre a diventare coprotagonisti di un reality molto popolare.

Quanto è bastato per lasciare i fan a bocca aperta, quando Zhang Heng ha raccontato su “Weibo”, la piattaforma cinese simile a Twitter, di essere bloccato negli Stati Uniti da più di un anno, lasciato solo a “prendersi cura e proteggere due piccole e innocenti vite”.

All’inizio, tutti pensavano che la storia fosse arrivata alla fine proprio mentre due madri surrogate erano incinte dei loro figli, ma un media cinese ha pubblicato le immagini dei certificati di nascita dei bambini, nati nel dicembre 2019 e nel gennaio 2020 negli Stati Uniti, con Zhang e Zheng sono indicati come genitori. Un sito ha anche svelato la registrazione di una telefonata in cui i genitori di Zheng avrebbero suggerito di abbandonare i bambini o darli in adozione.

Accuse che hanno scioccato la Cina, dove i legami familiari sono sacri, scatenando lo sdegno dei social e soprattutto riaperto il dibattito sulla maternità surrogata in un Paese che ufficialmente si oppone a questa pratica, ma che ha un mercato sotterraneo in piena espansione.

Dopo il post di Zhang, lo scandalo è letteralmente esploso, associato ad un hashtag che ha raccolto più di 3 miliardi di visualizzazioni scatenando un fiume di critiche contro Zheng, che nel giro di pochi giorni è stata censurata dai media statali e condannata dalle agenzie del Partito comunista cinese: “La maternità surrogata è vietata nel nostro paese, e il suo disprezzo per la vita non scatena altro che rabbia”, ha tuonato l’emittente statale CCTV.

La massima commissione del PCC che supervisiona gli affari politici internazionali ha accusato Zheng di “approfittare delle scappatoie legali” per cercare madri surrogate negli Stati Uniti, bollando le sue azioni “non rispettose della legge: l’uso della maternità surrogata è vietato perché considera l’utero femminile come uno strumento e riduce la vita ad un prodotto commerciale”. Come estrema conseguenza, Zheng Shuang ha visto diversi marchi internazionali, tra cui “Prada”, rescindere tutti i contratti di lavoro.

Tentando di rispondere alla tempesta, Zheng ha scritto che “questa è una questione molto triste ma anche privata. Non ho mai violato le disposizioni statali quando mi trovavo sul suolo cinese e ho sempre rispettato leggi e regolamenti dei paesi di cui ero ospite”. Tecnicamente, ammettono gli esperti, Zheng ha ragione. Mentre la maternità surrogata è stata a lungo nel mirino del governo cinese perché ritenuta una minaccia alle severe politiche di controllo della popolazione, non è mai stata approvata una norma che la metta esplicitamente fuori legge. Nel 2001, il Ministero della Salute ha emesso una serie di regolamenti sulla riproduzione assistita che vietano alle istituzioni mediche e agli operatori sanitari di “praticare qualsiasi forma di gravidanza surrogata, compreso il commercio di sperma, ovuli, zigoti ed embrioni”. Ma il documento non vieta ai privati o alle agenzie di commissionare o fornire servizi di maternità surrogata, né prevede alcuna sanzione per chi lo fa. Un limbo legale che ha portato ad una crescente industria clandestina, guidata da un'enorme domanda. Gli Stati Uniti al contrario, dove la maternità surrogata è consentita agli stranieri in alcuni stati, è diventata la scelta principale per le ricche élite cinesi, grazie anche agli alti standard di sicurezza. In più, un bambino nato negli Stati Uniti avrà anche la cittadinanza americana, un bonus in più.

I dibattiti sulle questioni etiche della maternità surrogata dividono tutto il mondo: per molti si tratta di una pratica che può portare allo sfruttamento e al traffico di esseri umani, oltre ad una triste mercificazione del corpo femminile e ad una profonda disuguaglianza tra ricchi e poveri. Ma va anche ricordato che la condanna verso le azioni di Zheng Shuang arriva da un governo che per decenni è stato criticato per aver utilizzato l’aborto forzato e la sterilizzazione per limitare il numero di bambini di ogni famiglia. Mentre la politica del figlio unico è stata allentata nel 2016 - permettendo alle coppie di avere due figli - il Paese ora ha un tasso di natalità in calo e una società che invecchia rapidamente, il che significa che ha urgente bisogno di più neonati per evitare una crisi demografica incombente. Il governo cinese ha fatto ricorso a una raffica di politiche per incoraggiare i giovani a sposarsi e ad avere figli, ma con successo molto limitato.

La maternità surrogata, insieme ad altre forme di tecnologia riproduttiva assistita, fornisce un’opportunità in più alle coppie infertili di avere una prole biologica: secondo un sondaggio della “China Population Association”, il 12,5% dei cinesi in età fertile - 40 milioni di persone - sarebbe sterile.

Dopo la controversia di Zheng, in Cina si è alzata la protesta di chi vuole vietare tutte le forme di maternità surrogata, ma secondo alcuni analisti questo non farà altro che spingere la pratica verso il contrabbando. Quello che sembra certo è che la carriera di Zheng ha subito un duro colpo. Mentre l’indignazione sui social cinesi era principalmente rivolta allo scarso istinto materno, è stata accusata di aver cercato la maternità surrogata all’estero, per poi – come fosse un capriccio - scegliere di abbandonare i suoi bambini.

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