Colorando la città

| Maglie, lane, cotoni e filati diventano il rivestimento per oggetti di uso comune. Breve storia di una street art da sapore antico, che piace tanto anche in Italia

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Eravamo rimasti alle nonne, categoria a cui sembravano legate le ultime speranze di tramandare l'arte antica dell'uncinetto, del fare la maglia utilizzando lana e ferri, incrociati freneticamente d'inverno, magari davanti alle finestre e ai nipotini. Ma nell'era di internet e dei social, chi aveva più voglia di sferruzzare? Nessuno, certo: basta trovare una "app" per sfogarsi senza faticare. Eppure negli Stati Uniti - sempre lì, accidenti – nell'ormai lontano 2005, Madga Sayeg, 37 anni, titolare di un negozio di maglieria di Houston, Texas, per tentare di alzare la curiosità verso la sua attività, fodera con della lana colorata la porta d'ingresso al suo negozio. Non lo sa ancora, ma sta inventando un fenomeno che ha ormai raggiunto dimensioni mondiali, toccando più volte anche l'Italia. Si chiama "Yarn Bombing", e letteralmente sarebbe traducibile come "bombardamento di filati", anche se di bombe non c'è traccia, anzi, l'idea dell'uncinetto e della maglia è forse quanto di più pacifico e distante dalle armi a cui si possa pensare. Il bombardamento a cui si riferisce è semplicemente quello dato dai colori di lane e cotoni con cui da allora, Magda ha cominciato a rivestire oggetti sempre più strani e diversi in giro per il mondo. Una delle sue prime creazioni è un vecchio autobus, che Magda ricopre di maglia all'uncinetto, oggi finito in un museo di Città del Messico, mentre una delle sue più recenti imprese è stata di rivestire 99 tronchi d'albero.

Ma Magda non è più sola: accanto a lei si agita il movimento "Knitta Please", mentre altri artisti fanno parlare le cronache per i loro rivestimenti a sorpresa. È il caso di Agata Olek, che ha dato nuova immagine al celebre toro che campeggia all'ingresso della borsa di Wall Street, a New York, o l'italiana Giusy Marchetti, che dal canto suo ha rivestito una vecchia Fiat 500 rilanciando anche in Italia l'usanza dell'uncinetto. E ancora degli olandesi della Knitted Landscape, che approfittano delle notte per ricoprire le strade di rose fatte ai ferri, ed i Masquerade di Stoccolma, che invece hanno scelto come obiettivo segnali stradali e manifesti pubblicitari. Difficile trovare posto nel mondo che non sia stato "attaccato" da maglie e filati, dimostrando che l'idea di Magda Sayed ha fatto migliaia di proseliti, entrando di diritto nell'elenco delle "street art", le arti da strada a cui appartengono anche i movimenti più invasivi, come l'uso delle bombolette spray, ma che stavolta può almeno contare su una virata tenera, romantica a soprattutto asportabile senza richiedere ordinanze comunali. Anzi, esiste un serissimo protocollo a cui gli adepti della nuova arte stradale si impegnano a rispettare con scrupolo, e che recita: non va installato nulla che possa intralciare il traffico o creare disagio e tutto deve avere caratteristiche di provvisorietà.

Ma resta il dato: lo Yarn Bomgin ha vissuto una popolarità così improvvisa da attirare l'attenzione di enti e istituzioni (Genova e Pistoia sono state fra le prime città ad ospitare eventi), ma anche dei creativi di tutto il mondo. Lo dimostra il curriculum di Magda, che ogni tanto abbandona alberi e panchine per dedicarsi alle richieste di aziende di livello mondiale, che all'uncinetto non ci avevano ancora pensato.

 

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