Coronavirus, entrano in azione i robot

| In una città della Cina centrale le autorità sanitarie hanno avviato una fase di test per la decontaminazione di aree a rischio attraverso i minirobot

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Ci sono zone come il mercato degli animali di Wuhan, dove secondo le teorie più accreditate si sarebbe sviluppato il coronavirus, in cui nessuno vuole andare. Ma la città cinese epicentro della malattia non è l’unica ad avere zone off-limits dove entrare significa quasi certamente uscire con il contagio in tasca. Una di queste, Taiyuan, provincia di Shanxi, nella Cina centrale, sembra stia facendo da apripista per una soluzione che Pechino pensa di adottare ovunque sia possibile. Si tratta di una piccola flotta di minirobot radiocomandati appositamente attrezzati con serbatoio ed erogatori a lunga distanza per il disinfettante. 

Secondo Hou Yongfei, vice direttore della “Shanxi Provincial Drone Association”, i robot si spostano a circa 4 km/h e possono sterilizzare un’area di oltre 4mila km quadrati all’ora: ognuno può trasportare 200 litri di disinfettante e spruzzare il liquido in un raggio di 2,5 metri quadri. Finora, hanno permesso alle squadre impegnate nella decontaminazione di ripulire aree colpite dal virus senza il rischio di contagi. 

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