DIMITRIOS

| "Non ho sparato ai miei amici, dovranno raccontare la mia storia". Chi è il 17enne "mass murder" di Santa Fe, Texas, 12 mila abitanti. Ha ucciso 8 studenti, 2 professori e ferito 8 ragazzi. Seguace di "Trench Coat Mafia",

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di ALBERTO COSIMO FERRO

 

"Non ho sparato agli amici e alle persone a cui voglio bene. ho lasciato loro il compito di raccontare la mia impresa, la mia storia2. Indifferente e gelido, il mass-murder di Santa Fe ha risposto alle domande della polizia. E' solo lievemente ferito e ha confermato che esa intenzione suicidarsi "ma non ne ha avuto il tempo2, lascianto intendere che prima o poi ci proverà. Dieci morti, otto feriti gravi. E’ il primo bilancio della strage nella high-school di Santa Fe, Texas, ma è già il momento di una riflessione sull’autore, il movente, la tecnica. Dopo la sparatoria ha disseminato l’area di ordigni fa-da-te-, tubi d’acciaio e pentole a pressione piene di esplosivi che per fortuna non sono esplose. Le aveva realizzate usando una guida scaricata da Internet. Nel suo piano c’era anche il suicidio, ma non ha fatto in tempo. In Texas vige ancora la pena di morte e il suo futuro, francamente, appare molto incerto. In una conferenza stampa a Santa Fe, Texas, 12.000 abitanti, il governatore Greg Abbott ha chiesto al Parlamento dello Stato di convocare un tavolo di lavoro per trovare “una soluzione in grado di fermare altri futuri massacri nelle scuole… Dobbiamo fare di più oltre che pregare per le vittime e le famiglie”.



E’ ancora indefinita la personalità di Dimitrios Pagourtzis, 17 anni, ferito ma non si sa in quali condizioni, che la polizia accusa di omicidio plurimo. Di lui restano le foto pubblicate sui profili social, ora chiusi: immagini di pistole, fucili automatici e T-shirt decorate con le parole "Nato per uccidere”, come l'inquitente pellicola di Quentin Tarantino. Poi un trench nero con simboli nazisti, una Croce di Ferro, ma anche la falce e martello, segno di menti assassine ma post-politiche, fuori dalle categorie ideologiche del passato. Sembrano invece più certi i collegamenti se non altro simbolici con il gruppo “Trench Coat Mafia”, la cui prima impresa criminale, ricostruita nel film di Michael Moore, fu la strage della scuola di Columbine. Anche Dimitrios Pagourtzis indossava un trench nero in stile militare con tasconi. Di lui si sa che ha giocato nella squadra di football americano junior della Scuola Superiore di Santa Fe.

Con lui è stato fermato un coetaneo che non ha partecipato alla sparatoria ma sarebbe stato in qualche modo a conoscenza delle intenzioni del killer. Faceva parte dei gruppi "sickguns" e “gunspictures", fanatici innamorati di armi di ogni genere, che postano continuamente immagini di mitra e pistole. Risiedeva con la famiglia nel sobborgo residenziale di Alvin ed è uno studente della Sante Fe High School. Aveva aperto anche un canale YouTube con il nick name “Comma Nazi”. Tra i video postati anche uno dedicato all’uso dei coltelli come arma di offesa. I compagni di scuola, come accade spesso, sono rimasti “stupiti e increduli”: Pagourtzis era un “ragazzo normale, non aggressivo, taciturno, indossava il trench quasi ogni giorno”, ha detto il 17enne Mateo Twilley alla CNN. E l’amico Tristen Patterson, a ricordare che era “interessato a pistole e giochi di simulazione di guerra, ma non ha mai parlato di uccidere persone”.

Nei profili social Dimitrios spiegava il significato dei simboli, il "Sole nascente", la rivolta, il potere, il coraggio e la tattica kamikaze. Sembra che avesse deciso di arruolarsi nell’esercito.

Per la strage ha utilizzato un fucile a pompa e una pistola di proprietà del padre. È normale per i mass murder portarsi dietro un piccolo arsenale, munizioni ed esplosivi: lo fanno per arrecare i maggiori lutti e danni possibili. E in genere alla fine si suicidano. Pagourtzis nel suo diario ha scritto di volersi togliere la vita. Altri compagni di scuola lo descrivono introverso, talvolta preso in giro perché appariva scarsamente curato nel vestire e nell’igiene personale. Di religione greco ortodossa, frequentava un gruppo di danza greca. Il padre Antonios lavora nel settore marittimo ed è un sostenitore della "National Rifle Association", mentre la mamma è impiegata in un centro medico. L’abitudine di indossare uno spolverino scuro richiama quella dei "mostri" di Columbine, e ci fu chi all’epoca disse che faceva parte della "Trench coat mafia", un gruppo che vuole punire i responsabili di bullismo. Perfino il tentativo di far esplodere delle bome, come accadde a Columbine, ha un significato preciso, quello di dare all’azione una valenza anche politica ed eversiva. La sintesi di quella che menti malate considerano un’azione di guerra al sistema nel suo complesso, il tentativo di provocare il più alto numero di vittime possibile.

Dimitrios aveva studiato per lungo tempo le misure interne di sicurezza, le vie di fuga, la presenza di guardie, l’ambiente. Aveva con se una mappa dettagliata della scuola.

Avrebbe attivato l’allarme per creare una fuga incontrollata di studenti, docenti e personale, per poi aprire il fuoco sulle persone inermi e in fuga. È una tecnica non inedita: è facile aprire il fuoco su corridoi affollati. Mistero sul secondo studente fermato dagli agenti: potrebbe essere un complice, ma non è ancora certo.

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