Dopo gli incendi e le piogge, in Australia arrivano i ragni

| Le condizioni climatiche sono perfette per il proliferare del “funnelweb spider”, uno dei ragni più velenosi e letali al mondo. Intere colonie si stanno muovendo, ed è scattato l’allarme

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Sembra una punizione divina simile alle “7 piaghe d’Egitto”, quella che sta vivendo l’Australia, prima devastata da incendi colossali, quindi vittima di piogge torrenziali e inondazioni, e ora – lanciano l’allarme gli esperti – alle prese con un’invasione di “funnelweb spider”, il pericolosissimo “ragno della ragnatela a imbuto”, nome comune dell’Atrax Robustus, un aracnide fra i più aggressivi e letali al mondo.

Le condizioni lasciate dai roghi e dalle piogge sono “perfette” per il proliferare dei ragni, il cui incremento dell’attività è stata documentata nei giorni scorsi dall’Australian Reptile Park. “A causa della recente pioggia e del gran caldo, i ragni inizieranno a muoversi - ha avvertito Daniel Rumsey, portavoce del parco di Somersby, nel New South Wales - i ragni della ragnatela ad imbuto sono potenzialmente fra i più pericolosi del pianeta, e la questione va affrontata con la massima attenzione”.

L’Australia è stata devastata dai peggiori incendi che degli ultimi decenni, con ampie fasce del Paese devastate: almeno 28 persone sono morte e nel solo stato del Nuovo Galles del Sud più di 3.000 case sono state distrutte o danneggiate.

Alla fine della scorsa settimana diversi temporali di forte intensità hanno portato un po’ sollievo ad alcune zone, anche se le inondazioni hanno creato nuovi rischi: alcune zone sono state colpite da chicchi di grandine grandi come palline da golf, abbastanza grandi da rompere i finestrini delle auto e ferire seriamente persone e animali. Meno di 24 ore dopo la regione è stata colpita da enormi tempeste di polvere.

Ora è la volta dei ragni che vivono nelle foreste costali australiane ma amano infilarsi nelle abitazioni, nascondendosi in scarpe, vestiti e sotto i mobili. L’avvelenamento del morso si diffonde con grande rapidità: nei 13 casi documentati ufficialmente, le vittime sono morte nel giro di 15 minuti.

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