E ora Ripple sbanca il bitcoin

| La nuova cybermoneta alza il suo valore alle stelle mentre il povero bitcoin è stretto nella morsa dei poteri fortissimi, guidati dagli Usa patria del liberismo, almeno sino a ieri. Lo spiega Enrico Marro sul Sole24Ore.

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 Un anno fa ci volevano sei centesimi di dollaro per comprare dieci Ripple, oggi un Ripple è arrivato fino a oltre 2,5 dollari. Stando ai dati di CryptoCompare, la seconda valuta digitale per capitalizzazione di mercato dopo Bitcoin ha guadagnato più del 124% in una settimana e balza di un esponenziale 39.600% nell'ultimo anno. Ripple, a differenza delle altre valute digitali, è pensata in modo particolare per le imprese, che possono usarla per pagamenti cross-border utilizzando la tecnologia blockchain. Attualmente, Ripple ha una capitalizzazione di mercato di poco meno di 80 miliardi di dollari, mentre Bitcoin si aggira attorno ai 250 miliardi e negli ultimi 12 mesi ha messo a segno una performance attorno al 1.400% Ripple ha così superato Ethereum diventando la seconda criptovaluta per capitalizzazzine di mercato, con un valore attorno ai 90 miliardi di dollari. 

A guidare la classifica rimane saldamente il bitcoin, con un valore complessivo di circa 240 miliardi di dollari, grazie a una quotazione assestata sopra ai 14.000 dollari, ben lontana dal picco di quasi 20.000 toccato a metà dicembre, ma comunque su livelli decisamente superiori ai 1.000 di un anno fa. Ma il balzo di Ripple ha ulteriormente ridotto il peso specifico della criptoavluta più conosciuta, scesa al di sotto del 40% sul totale di tutte le criptovalute, quando un anno fa era attorno al 90 per cento.La lunga lista delle autorità di regolamentazione intente ad accerchiare le anarchiche protagoniste della blockchain si è completata con Israele, che alla vigilia di Natale ha bandito dalla Borsa di Tel Aviv le società che effettuano scambi commerciali in Bitcoin. Ma gli sceriffi israeliani non sono nulla rispetto a quelli dell’estremo oriente.

In autunno, in Cina, le autorità hanno chiusola più grande Borsa di Bitcoin per frenare la speculazione ma soprattutto evitare che le criptovalute diventassero il chiavistello per eludere lo stringente controllo sui movimenti di capitale. In Corea del Sud, dove la speculazione è così rovente da aver reso il Bitcoin più caro che nel resto del mondo di oltre il 10%, le autorità stanno seriamente valutando una mossa simile a quella di Pechino.

 

I superliberisti Stati Uniti ovviamente non pensano di bandire i “tulipani del terzo millennio”, ma stanno tentando di infilare la museruola al Bitcoin utilizzando una tecnica più sottile: hanno dato il via libera ai future sulla criptovaluta, in modo da metterla sotto il cappello delle Borse ufficiali e regolamentate (Cboe e Cme). Ove “infilare la museruola” significa per esempio richiedere ai trader un margine tra il 35% e il 44% sul valore del future sul Bitcoin, come ha fatto il Chicago Mercantile Exchange: ergo, se volete speculare su un contratto Bitcoin che poniamo vale 50mila dollari, prima dovete versare al Cme fino a 22mila dollari cash. Altrimenti scordatevi i future.

Anche nell'Europa della Mifid 2, quella dell’iperegolamentazione finanziaria, si sta ovviamente studiando come frenare gli eccessi dei criptotulipani del Ventunesimo secolo. All’interno della Bce, per esempio, il falco austriaco Ewald Nowotny ha chiesto una stretta regolatoria sul Bitcoin, definendola non solo uno strumento speculativo ma anche un pericoloso veicolo per il riciclaggio di denaro sporco. Più cauta la Gran Bretagna, che pur vigile per il momento non intravede rischi sistemici.

 

Barbados e Cayman a parte, gli unici a non preoccuparsi troppo del Bitcoin sono i russi: strizzando l’occhio ai suoi elettori, Putin anzi ha ordinato di studiare l’introduzione di un criptorublo allo scopo di aggirare le sanzioni occidentali.

La bolla del Bitcoin sta evidentemente dando alla testa a tutti, sempre poi che di bolla si possa parlare: una bolla si verifica quando un asset supera palesemente il suo valore intrinseco. Bene, ma qual è il valore intrinseco del Bitcoin? È forse una risorsa scarsa come l’oro, come un quadro di Botticelli, come una collezione di vino pregiato? Il Bitcoin era una bolla quando si ritrovava a un dollaro nel 2011, quando trattava a 300 dollari nel 2013 oppure oggi, che viaggia sui 15mila dollari?

La verità è che, come nota con acume Charlie Bilello, strategist di Pension Partners, il Bitcoin avrà valore fino a quando la gente crederà che lo abbia. «Alla fine della giornata di Borsa, i prezzi di mercato sono il risultato del credere collettivo a una bella storia - spiega l’analista italoamericano - . E finora, la storia raccontata dal Bitcoin è ancora molto bella». Tra criptovalute folli, agguerriti regolatori e ingenui investitori, prepariamoci nei prossimi mesi a vedere cose che noi umani non abbiamo nemmeno immaginato.

 
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