Farage sì, Farage no: dove vanno i grillini?

| Il gruppo pentastellato ancora alla ricerca di un partner in Europa per contare qualcosa, anche se poco. Dopo il No di mezzo Parlamente, Farage, teorico della Brexit sembrerebbe orientato ad accoglierli. Ma è un guaio lo stesso

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Gli europarlamentari grillini si vantavano di diventare “l’ahgo della bilancia” tra svoranisti e mederat in Europa ma rischiano di rimanere, tanto per cambiare, con il cerino in mano. in Europa rischiano di restare alla finestra.  Entro il 24 giugno, entro oggi,  il Movimento Cinque Stelle avrebbe dovuto informare i suoi elettori di cosa intende fare da grande: lasciare l’Ue o non contare più nulla. Dopo il no di liberali, conservatori, verdi e popolari europei non sa con chi allearsi a Strasburgo. Senza un eurogruppo non si hanno né i finanziamenti né la possibilità di fare opposizione. Tradotto: niente soldi per l’ufficio degli europarlamentari, niente stipendi pagati per esperti che aiutino a scrivere le leggi, nessuna possibilità di ricoprire una carica strategica nel Parlamento europeo, neanche quella di relatore dell’opposizione nelle commissioni. Per evitare l’irrilevanza e formare un eurogruppo il M5S sarebbe costretto ad allearsi con il Brexit Party di Nigel Farage, qui in una foto giovanile, quando era un punk.. Ma ci sono due problemi: il primo è che i due partiti non hanno i numeri perché servono degli eurodeputati di almeno altre cinque nazioni europee, il secondo riguarda l’affinità politica. Infine, se Farage farà quello che ha promesso, cioè via dalla UE, i grillini resterebbero soli soletti.

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