Filippine: «Aprire il fuoco contro chi viola la quarantena»

| L'esagerato presidente Duterte si è esibito in un nuovo show televisivo in cui ha invocato la tolleranza zero contro chi continua a uscire di casa. La polizia ha risposto picche: “Non lo faremo”

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Considerato uno dei leader mondiali più sboccati e maleducati in circolazione, il presidente filippino Rodrigo Duerte ha deciso d usare la mano pesante contro i suoi concittadini che imperterriti continuano a violare l’ordine di isolamento per contenere la pandemia, con la goccia che ha fatto traboccare il vaso rappresentata dall’arresto di 21 persone su una strada di Quezon City, dove si erano riuniti per chiedere aiuti governativi. Nel Paese si registrano attualmente 2.311 casi di persone positive al contagio da coronavirus e 96 morti, ma il timore è un aumento esponenziale nei prossimi giorni.

Qualche ora fa, riportano le agenzie di stampa, “The Punisher”, il castigatore, come lo chiamano, ha tenuto un discorso televisivo al Paese destinato a passare alla storia per l’eccessiva durezza di toni e contenuti fortemente minacciosi: “I miei ordini sono diretti a polizia e militari, compresi i funzionari dei villaggi: se ci fossero o sorgessero problemi nelle aree chiuse a causa della pandemia, sono autorizzati ad aprire il fuoco per uccidere. Se vuoi causare problemi, ti mando nella tomba. Aggiungo che anche se in ritardo, l’assistenza del governo arriverà: nessuno morirà di fame”. La replica di Archie Gamboa, il capo della polizia, è stata altrettanto secca: “Gli agenti e i militari non hanno alcuna intenzione di aprire il fuoco contro civili inermi”.

Ma resta il precedente di frasi ad effetto che non stupiscono più i filippini, ormai abituati alle “sparate” del loro presidente, in carica dal 30 giugno 2016 dopo essersi conquistato la fama di duro senza riserve per aver ripulito Davao anche con metodi poco ortodossi come numerosi casi di esecuzioni sommarie segnalati dall’associazioni umanitarie. Dettagli che a Duterte non importano: resta celebre il “fuck you” dedicato all’Unione Europea, e gli insulti a Barack Obama, all’ex segretario dell’Onu Ban Ki-Moon e perfino a Papa Francesco, che con la sua visita a Manila aveva provocato un blocco del traffico cittadino capace di irritare il presidente. Appena salito al potere, Duterte aveva assicurato di voler applicare la stessa “cura” drastica di pulizia all’intero Paese, consigliando ai filippini di far nascere agenzie di pompe funebri perché la clientela e il giro d’affari sarebbero aumentati notevolmente.

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