Gasoline Horror, troppa pressione nei tubi

| L'inchiesta sulla catena di esplosioni che hanno causato la morte di un 18enne. Guasto nella centrale di controllo della Columbia Gas. Sabotaggio? Case distrutte e migliaia di ei

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A provocare gli scoppi e gli incendi di numerose abitazioni e aziende avvenute mercoledì a Boston, sarebbero stati problemi di pressione, troppo alta, alle condutture del gas. Ma non ci sono ancora risposte precise. Sotto accusa la Columbia Gas, la società che forniva combustibile alle decine di case distrutte, avrebbe risposto al disastro con ritardo e senza efficacia. Stephen Bryant, presidente e direttore operativo della Columbia Gas si difende. Ha detto che l'azienda aveva 107 tecnici e 189 dipendenti sul campo, e altri 100 erano attesi dalle affiliate della Columbia in Pennsylvania e Ohio. "In generale, direi che abbiamo fatto progressi il più rapidamente possibile", ha detto in una conferenza stampa. "Non credo che nessun altro sarebbe stato più avanti di quanto lo siamo noi al momento”. Circa 8.600 case e imprese nelle tre comunità colpite erano state evacuate dopo che incendi ed esplosioni, scatenando paura durante la notte. Ben 80 gli edifici bruciati. Il Lawrence General Hospital ha riferito di aver curato 13 vittime con ferite che vanno dall'inalazione di fumo al trauma da esplosione. Una persona è rimasta ricoverata in ospedale ed è stata sottoposta ad intervento chirurgico venerdì.

I funzionari hanno detto che credono che gli incendi e le esplosioni possono essere stati causati da linee del gas sovrapressurizzate ma hanno avvertito che l'indagine è appena iniziata. Columbia Gas, che serve circa 50.000 clienti nella Merrimack Valley, ha precisato che stava aggiornando le attrezzature nella zona quando sono avvenute le esplosioni e gli incendi.

Un bilancio disastroso: un diciottenne morto e almeno 40 feriti dopo, 80 case in fiamme in tre sobborghi di Boston per una serie inspiegabile di una sequenza di esplosioni di gas. Migliaia le persone ancora evacuate dalle loro case, mentre la situazione si sta lentamente normalizzando.

La vittima è Leonel Rondon, 18, anni: gli incendi  a Lawrence, Andover e North Andover. Secondo una prima ricosrruzione, il sistema di distribuzione del gas metano era andato in tilt, causando esposizioni multiple.



  La polizia aveva imposto ai residenti di lasciare le loro case, non appena avvertono  odore di gas, chi ha la rete domestica collegata il servizio Columbia Gas deve immediatamente andarsene. Tutti i collegamenti con gli impianti sono stati chiusi. Uno dei responsabili della società ha definito la catena di incendi come un ‘Armageddon’. I vigili del fuoco sono stati mobilitati, a rischio della propria vita, per raggiungere e isolare le case coinvolte nella spaventosa fuga di gas.

Il 18enne era sulla sua auto quando un’esplosione ha distrutto una casa; un grosso detrito ha centrato l’auto, in Chickering Rd a Lawrence. Scene di panico e parte la prima inchiesta, mentre si diffonde l’idea, subito smentita dalle autorità, di un sabotaggio della rete. L’unico dato certo, però,  è che per ora non c’è una spiegazione razionale di quanto è accaduto. I tecnici della Columbia Gas spiegano che gli impianti erano stati controllati recentemente e che una parte è stata oggetto di una ristrutturazione nel 2016, proprio in uno dei tre sobborghi colpiti dal disastro. Tra le ipotesi più credibili, un guasto alla centrale digitale che governa il flusso di metano nelle case. L’erogazione non sarebbe stata più regolare, mandando in tilt i sistemi di allarme. 

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