Giacarta: le tombe multipiano

| Nel 2007, il cimitero cittadino di Karet Bivak ha la saturazione, e le autorità da allora spingono per le sepolture ad accatastamento, uno sull’altro, fino a 6 metri di profondità

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Altra scelta non c’era: nel cimitero di Karet Bivak, le file ordinate di lapidi si estendono a perdita d’occhio. Le autorità hanno bloccato nuovi appezzamenti di terreno nel novembre 2017 per evitare il sovraffollamento. Al momento, si contano circa 100mila salme in 48.400 lotti.

Si tratta di una soluzione temporanea alla carenza di spazio per le sepoltura in una città dove il sovraffollamento è pura normalità:  su 84 cimiteri pubblici, un quarto ha smesso di concedere licenze per nuovi appezzamenti, limitando le concessioni alle sepolture multiple. I corpi possono essere accatastati uno accanto all’altro o uno sopra l’altro, secondo la politica comunale, con un minimo di un metro di distanza tra loro, ma devono passare almeno tre anni prima che possa essere aggiunto un’altra salma.

Il dirigente del Karet Bivak, Saiman, afferma che l’accatastamento non è un problema per i morti, ma per i vivi. Ci sono stati litigi su sconfinamenti di tombe, e faide familiari non semplici da risolvere: una donna ha rifiutato all’ex marito l’uso del lotto familiare perché si era risposato. In un altro caso, un uomo aveva chiesto di essere sepolto sopra suo zio ma un cugino lo ha bloccato per gelosia.

Da quando il problema del sovraffollamento è emerso, circa tre anni fa, il dipartimento cimiteriale ha lavorato duramente per educare il pubblico alla pratica dell’accatastamento. L’alta densità della popolazione di Giacarta significa che la maggior parte dei cimiteri pubblici sono inscatolati fra gli edifici, con regolamenti che ne impediscono ulteriormente l’espansione. “È molto difficile ottenere terreni per un cimitero, o anche per lo sviluppo di infrastrutture - svela Rangi Faridha, architetto del consiglio di pianificazione cimiteriale e sviluppo urbano - ci sono molti fattori, ma il più importante è che la gente non vuole vendere la propria terra”.

Molto prima che iniziassero a impilare i morti, i cimiteri hanno liberato le tombe più antiche, quelle le cui licenze erano state lasciate scadere. Circa 20.000 lotti del Karet Bivak sono stati liberati, ma è una politica che basta a soddisfare la domanda. La città dispone di 200 ettari di terreno di riserva, un tratto paludoso in via di sistemazione che si prevede aprirà nel 2021.

Ma con 80-100 cadaveri che ogni giorno arrivano nei cimiteri pubblici, la questione continua ad essere pressante, in particolare per i più poveri. Cinque dei 20 cimiteri più pieni si trovano nella zona est di Giacarta, dove il tasso di povertà della città è più alto.

Nel frattempo, stanno spuntando cimiteri privati per coloro che possono permetterseli, compresi alcuni punti lussuosi come il “San Diego Hills” a Karawang, dove una sepoltura che comprende bara, imbalsamazione, certificazione e licenza può costare più di 26milioni di rupie, 166 euro, cifra impensabile per la maggior parte della popolazione.

Secondo il dottor Mohamad Reza Mohamed Afla, docente senior presso la University Sains Malaysia di Penang, molte città del sud-est asiatico si trovano ad affrontare lo stesso problema del sovraffollamento: a Singapore, l’accatastamento è obbligatorio da molti anni, mentre Kuala Lumpur lo sta prendendo in considerazione.

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