I misteri dell’aereo precipitato in Iran

| La fretta nel fornire spiegazioni, il silenzio sui nomi di due misteriosi passeggeri e l’intenzione di non consegnare le scatole nere a nessuno, aumentano i sospetti degli esperti

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Secondo alcune fonti iraniane citate da “Bloomberg”, è l’incendio ad uno dei motori, la causa più probabile del disastro aereo di questa notte, quando un Boeing 737 della “Ukraine International Airlines” si è schiantato poco dopo il decollo dall’aeroporto di Teheran, uccidendo 176 persone.

Ma secondo gli analisti internazionali, qualcosa nella ricostruzione non torna: per cominciare, è sembrato un po’ troppo frettoloso il tentativo di allontanare qualsiasi sospetto di attacco terroristico, come anche l’ipotesi del “fuoco amico”, ovvero l’errore di traiettoria di uno dei tanti missili lanciati contro le due basi americane nelle stesse ore, per finire con la ferma e totale esclusione dell’errore umano, poiché il personale “era più che esperto”.

Fra i dubbi ci sono i nomi di due passeggeri registrati sul volo che non si sarebbero presentati all’imbarco, e neanche successivamente: di loro non si sa nulla, a parte che non si tratta di cittadini ucraini. E c’è la poi la questione del velivolo, un Boeing 737-800 del 2016 che appena due giorni prima era stato sottoposto a manutenzione. In base ai dati di volo, il velivolo ha raggiunto i 7.925 piedi (2,4 km), poi è scomparso improvvisamente dai radar, 3 minuti e 42 secondi dopo il decollo.

Ma c’è un’ultima notizia, a togliere probabilmente la speranza di poter chiarire i troppi dubbi legati alla tragedia: l’Iran ha già fatto sapere che non ha alcuna intenzione di consegnare le scatole nere ad agenzie esterne.

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