I seguaci dell'Imam radicale Belkacem predicano nelle moschee piemontesi

| Teorizzano la Sharia e profetizzano una crescita della popolazione musulmana in grado di imporre le leggi islamiche. Il rifiuto del terrorismo Isis

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C'è un Imam che predica a Torino da circa tre anni con fervore in una delle moschee considerate "moderate", un ritorno a una concezione tradizionale della sharia, il sistema di norme islamiche da adottarsi come leggi. Non pensate dunque di sentire dalla sua voce, nel corso della preghiera del venerdì, idee o concetti giustificatori delle stragi Isis in Occidente o semplicemente legate a una visione militare di quei radicali che hanno agito, tanto per esempio, recentemente a Barcellona, causando decine di morti innocenti.

Lui è un seguace dell'Imam naturalizzato belga Fouad Belkacem. E' vero che costui, nel 2012, è finito in guai giudiziari non da poco, rimediando una condanna per la sua appartenenza al gruppo Sharia4Belgium, con saldi legami con l'area diventata poi al centro delle azioni terroriste, ma ora Belkacem ha cambiato completamente registro. Oggi questo religioso che ha così tanti seguaci in tuta europa ma anche in Italia e in Piemonte , spiega serafico: "…Gli occidentali si preparino a un'ondata di sharia e islam….Noi crediamo che la sharia avrà il dominio e verrà adottata in tutto il mondo - ha detto Fouad ai reporter della Cbn News - dobbiamo essere chiari. Non c'è alcuna differenza tra l'islam e la sharia. È solo una questione di nome. La democrazia è l'opposto della sharia e dell'islam. Noi crediamo che il legislatore è Allah. Allah fa leggi ed è lui che ci dice cosa è permesso e cosa è proibito". E anche nella moschea torinese è passato questo concetto-base.
LA BOMBA? E' QUELLA DEMOGRAFICA 


Gli islamici radicali belgi sono dunque usciti dallo choc provocato dalle azioni terroriste e sono tornati allo scoperto con una serie di documenti-manifesto ampiamente diffusi nelle moschee italiane. Oggi Fouad Belkacem è l'Imam più seguito e ed apprezzato da seguaci sempre più numerosi di musulmani che hanno scelto l'Italia per vivere. Belkacem sostiene che l'imposizione della Sharia in Europa è solo "una questione di tempo". Sorride mentre spiega che il nome Mohammed  "è il più diffuso tra i bambini che nascono a Bruxelles". Ad Anversa il 40 per cento degli iscritti a scuola è di religione islamica ed è un dato che cresce ogni anno. Solo nel 1997, la percentuale era del 17 per cento. "Quindi - osserva Belkacem - è solo una questione di tempo. Non c'è problema. Il terrorismo? E' inutile, una pratica ormai residuale, superata". La vera "bomba" nelle mani radicali è quindi la crescita demografica in tutta Europa, con una popolazione di religione islamica che aumenta con percentuali di due cifre di anno in anno. "Se volete fermarci e ricacciarci indietro, potreste iniziare ad avere quattro mogli e avere un sacco di bambini. Se fate una cosa del genere, forse avreste ancora una possibilità. Ma non credo che accadrà…La vittoria di Allah è molto vicina. Quindi penso che gli occidentali si debbano preparare ad accettare la sharia e l'Islam".

L'INDAGINE DEL 2012, CONDANNATI COMBATTONO IN SIRIA
Torna alla memoria il processo, di cinque anni in Belgio, contro la "Sharia4Belgium", alla fine marchiata come un'organizzazione terroristica. L'indagine era iniziata nel febbraio 2012 e aveva coinvolto le comunità  Anversa, Bruxelles, Boom, Vilvoorde, Schaerbeek e Charleroi dove si sono poi formati i terroristi che hanno poi agito e ucciso in Belgio, in Francia e in Spagna, poiché il capo della cellula di Barcellona era solito trascorrere lunghi periodi proprio a Vilvoorde, ospite dei circoli radicali. Di molti dei 46 imputati del 2012 (la cellula era nata nel 2010) si sono perse da tempo le tracce. Esattamente 36, finiti chissà dove, probabilmente a combattere nelle file Isis sul fronte siro-iracheno. Si sa qualcosa di Hicham Chaib, 33 anni, forse caduto in Siria pochi mesi fa; idem Feisal Yamoun e Nourredine Abouallal, che si suppone siano morti in combattimento; disperso, forse morto pure lui sempre in Siria Hussein Elouassaki, comandante del "Battaglione Europa Islam" composto da miliziani belgi, francesi, olandesi, italiani; Brahim El Mimouni, passaporto belga, è uno dei responsabile dei siti web dell'Isis in Siria; Nora Verhoeven, 23 anni, una belga fidanzata con un nordafricano naturalizzato belga, s'è convertita con l'idea di andare a combattere ma il suo compagno, nel frattempo, è stato ucciso a Raqqa, mentre il belga Brian De Mulder è stato recentemente indagato perché stava pianificando nella cellula di Charleroi altri attentati proprio in Belga. C'è spazio anche per un pentito che oggi collabora con Europol: iL belga Joen Bontinck, 27 anni, arrivato in Siria per combattere e subito arrestato e detenuto in un pozzo per 6 mesi; il suo percorso non aveva convinto del tutto i miliaziani, è stato torturato e minacciato di morte.
PERICOLI PER L'EUROPA 


Gli scenari belgi hanno uno sfondo cupo e un dovrebbero far rifletterei, anche se il nostro Paese ospita percentuali ancora non elevate di musulmani. I radicali vogliono imporre usi e costumi imposti da una visione rigida della sharia e, nonostante l'opposizione della destra (grazie a loro si registra una crescita delle formazioni di una estrema destra razzista e xenofoba), stanno cambiando, in nome di una tolleranza a senso unico - in Occidente - le abitudini e la cultura di milioni di persone.

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