Il bluff di Trump, torna il segreto sui dossier di JFK

| Altri sei mesi, necessari per valutare l'impatto sulla sicurezza nazionale: il presidente Trump cede alle pressioni delle agenzie e rimanda la verità su Kennedy

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È una storia senza fine, il mistero che da 54 anni avvolge l'omicidio di John Kennedy. Un mistero che ad ogni nuovo passaggio sembra voler confermare che qualcosa di losco sotto sotto c'è, ed è meglio ragionarci bene prima di raccontare ogni cosa. Perfino Donald Trump, il tweeter più veloce del West, ha dovuto fare una parziale marcia indietro: la desecretazione dei file coperti dal segreto di Stato è rinviata, almeno in parte. Agli americani, in attesa di sapere se JFK è stato ammazzato da un folle o al termine di un raffinato complotto internazionale, non resta che attendere, spulciando circa 2.800 file resi pubblici.

Altri 500 documenti sensibili si richiudono nuovamente accompagnati dal timbro "top secret", almeno per altri sei mesi, ha dichiarato il Presidente americano. Indizio che dimostra almeno una verità: le pressioni delle agenzie, da CIA a FBI, sono aumentate di intensità toccando i tasti della sicurezza nazionale. Termine tecnico per dire che è meglio evitare una possibile gogna mediatica con accuse e sfiducie da parte degli americani. In serata, la CIA si è affrettata a spiegare che nei file, in particolare quelli più recenti, compaiono semplicemente nomi di agenti sotto copertura, metodi di intelligence e una rete di collaborazioni internazionali ancora oggi nevralgici per la sicurezza del paese.

Sui media americani polemiche, delusioni e l'ennesimo punto di forza per i tanti complottisti, coloro che si dicono ormai convinti che la morte di JFK sia stato un vero omicidio di stato.

Fra i documenti a cui Trump ha tolto il segreto, su cui si sono gettati centinaia di esperti famelici, una prima verità sembra apparire: gli Stati Uniti tentarono realmente di far fuori Fidel Castro. Si parla di una fantomatica "Operazione Mangusta" in cui si legge di un piano di contaminazioni biologiche dei terreni cubani, come pure dell'idea di lanciare sull'isola volantini con i nomi e la taglia in dollari sulla testa dei funzionari da eliminare.

L'ennesimo appuntamento con la verità, a meno di nuovi colpi di scena, è rimandato al 26 aprile prossimo.

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