Il lato oscuro del lockdown: centinaia di bambini di madri surrogate bloccati

| In Ucraina, uno dei pochi Paesi in cui la pratica dell’utero in affitto a scopo economico è permesso, decine di bambini restano in attesa delle famiglie adottive, che non possono viaggiare per andare a prenderli

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Non hanno voce e non possono protestare, sono troppo piccoli per farlo, ma il loro è uno dei tanti drammi dimenticati di questi mesi assurdi. Succede a Boston negli Stati Uniti, dove alcune coppie sono rimasti bloccate prima della chiusura dei confini, ma anche in Cambogia, in India e soprattutto in Ucraina, dove centinaia di bambini nati da madri surrogate sono sospesi, nel limbo dell’isolamento e non possono raggiungere i loro genitori adottivi all’estero, perché i confini del Paese rimangono chiusi.

La denuncia arriva da Lyudmila Denisova, attivista per i diritti umani del parlamento ucraino, che ha dichiarato in un briefing di essere al lavoro con il Ministero degli Esteri per aiutare i loro genitori ad ottenere i permessi necessari per entrare nel paese, i cui confini sono chiusi a causa della pandemia.

Alla “BioTexCom”, una clinica specializzata nella medicina riproduttiva e nella sostituzione mitocondriale, 46 bambini sono attualmente in cura presso l’Hotel Venice, una struttura di Kiev che i loro genitori, provenienti da Stati Uniti, Regno Unito, Spagna e altri paesi sperano di poter raggiungere per portare a casa i loro bimbi, nati da madri surrogate mentre il mondo era fermo. “Chiediamo ai Paesi di fare un’eccezione umanitaria al divieto di viaggio e di permettere ai loro cittadini di unirsi ai figli”, ha commentato l’avvocato della BioTexCom Denis Herman in un video diventato virale. In totale, secondo la Denisova che ha visitato il centro, circa 1000 bambini sono bloccati in cliniche specializzate di tutto il paese. 

Il Ministero degli Affari Esteri ucraino ha confermato che le frontiere del Paese rimangono chiuse in conformità con la legge, ma che i cittadini stranieri possono inviare una richiesta attraverso le ambasciate per cercare una soluzione. Il filmato ha rilanciato anche il dibattito in Ucraina sull’etica della maternità surrogata a scopo economico, con alcuni funzionari e attivisti per i diritti umani che rinnovano gli inviti al governo a vietare la pratica. L’Ucraina è uno dei paesi al mondo che non ha vietato la maternità surrogata a pagamento, e le sue cliniche offrono prezzi competitivi rispetto ad altri paesi. A partire dal 2015 il Paese ha anche assistito ad un’impennata della domanda, dopo che diversi paesi asiatici hanno vietato la pratica.

Lyudmila Denisova è sempre stata una voce critica, affermando che il video della BioTexCom pubblicizza i bambini come “un prodotto di alta qualità” per i futuri genitori. Sul sito della clinica, il “pacchetto standard” di maternità surrogata costa 39mila euro, 64.900 per il pacchetto “Vip”. In alternativa, un trattamento con un tentativo (compreso il check-up), costa 4.900 euro, due salgono a 6.900 e arrivare fino a 5 tentativi di donazione degli ovociti costa 11.900 euro con i pacchetti “Premium”.

“I bambini non devono essere soggetti al traffico di esseri umani: mi sto battendo per modificare le leggi e consentire solo agli ucraini di utilizzare questo genere di servizi”.

BioTexCom, uno dei centri più conosciuti in Ucraina, è stato oggetto di notizie di polemiche e inchieste su presunti maltrattamenti verso le madri surrogate. 

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