Il mega-party di Wuhan

| Migliaia di persone della città epicentro del virus riunite per un festival musicale in un acqua-park: nessuna mascherina e neanche distanziamento sociale. La condanna dell’OMS

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Fino al 23 gennaio scorso, quasi nessuno conosceva l’esistenza di Wuhan, megalopoli cinese balzata agli onori della cronaca come epicentro del virus che ha messo il mondo in ginocchio. Sotto gli occhi sbigottiti del pianeta, dopo 17 morti e 400 contagi, Wuhan è stata sottoposta per prima ad un durissimo regime di lockdown durato 76 giorni, con scene che sembravano uscite da un film post-apocalittico: strade deserte, gente chiusa in casa per mesi e mesi.

Ora, la città sembra aver superato il virus, e si toglie perfino lo sfizio di sfidarlo. In migliaia, rigorosamente senza mascherina e dimenticando il distanziamento sociale, hanno preso parte all’Hoha Water Electrical Music Festival, un mega-party musicale organizzato al “Wuhan Maya Beach Water Park”, un enorme acquapark. 

Scene tutt’ora impensabili in molte parti del mondo, ancora alle prese con un virus che ha infettato oltre 21 milioni di persone, con decine di migliaia di nuovi casi segnalati ogni giorno negli Stati Uniti, in Brasile e in India. Ma soprattutto scene che hanno scatenato migliaia di critiche, scatenando le ire dell’OMS e costretto gli organizzatori a difendersi, affermando che gli incentivi governativi per far ripartire il turismo hanno riportato a Wuhan migliaia di persone.

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