Il ritorno delle teorie cospirazioniste,
dal Pizzagate a QAnon

| La prima circola da tempo in America, e vorrebbe politici come Hillary Clinton coinvolti in un traffico di esseri umani che ha base in una pizzeria. La seconda è una dottrina di estrema destra che inneggia al potere del “deep state”

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Fra tutte le teorie cospirazioniste che si aggirano per il mondo, la più cervellotica e folle di tutte resta quella del “Pizzagate”. Inizia nel marzo del 2016, in piena campagna elettorale americana, quando l’account di posta di John Podesta, responsabile della campagna di Hillary Clinton, viene violato da un attacco hacker. Si scatena una teoria secondo cui le email contenessero messaggi in codice che collegavano alti funzionari Democratici ad un traffico di esseri umani attraverso alcune catene di ristoranti americani, a cominciare dalla “Comet Ping Pong” di Washington. Per le menti labili è pane da addentare: quell’anno, un uomo armato di AR-15 fa irruzione nel locale iniziando a sparare all’impazzata mentre urlava di voler salvare dalla schiavitù bambini e ragazzi. Le inchieste, più di una, dimostreranno che si tratta di una straordinaria fake senza capo né coda, e lentamente il Pizzagate si smonta da solo.

Ma adesso, a quattro anni di distanza, la teoria sembra riprendere forza grazie a “QAnon”, una dottrina di estrema destra che vuole sia in atto un complotto internazionale in favore dello sfruttamento sessuale dei minori, e l’unico paladino in grado di sconfiggere il potere del “deep state” sarebbe nientemeno Donald Trump. A fomentare le polemiche si è messa anche la pop star britannica Robbie Williams, che in un video si è detto convinto che certe affermazioni meriterebbero maggiore attenzione. I suoi portavoce e i responsabili della casa discografica, va detto, si sono rifiutati di aggiungere qualsiasi commento.

Ma c’è di peggio, perché secondo una ricerca realizzata da “NewsGuard”, la pandemia sta aiutando questa teoria spiccatamente statunitense a varcare l’oceano per arrivare in Europa. Il rapporto inizia notando un improvviso aumento dei gruppi e delle pagine social legate a QAnon avvenuto nel mese di aprile, quando l’isolamento ha lasciato milioni di persone confinate nelle loro case, e con troppo tempo da perdere. Non è un segreto che anche intorno al coronavirus le teoria cospirazioniste siano aumentate di pari passo con i contagi. Una delle più conosciute è quella secondo cui le élite stavano usando le reti cellulari 5G per diffondere il virus: una possibilità a cui hanno creduto alcune celebrità, come l’attore Woody Harrelson, mentre la rete mobile britannica si trovava costretta a rimediare ad una serie di attacchi ai ripetitori dei cellulari in tutto il Regno Unito.

QAnon ha esordito nel 2017 sotto forma di post anonimo sul forum online 4chan: chiunque ci sia dietro, un certo “Q”, ha diffuso la notizia (ovviamente falsa) che Hillary Clinton fosse stata arrestata. I seguaci di QAnon, il cui comportamento è stato paragonato dagli analisti a quello di un culto virtuale, diffondono affermazioni false e infondate amplificandole con prove falsificate sui social nel tentativo di sostenere le accuse. Gli esperti temono che la “dedizione che i seguaci di QAnon nutrono nelle loro convinzioni fornisca l’opportunità per interferenze straniere”, ha commentato Aoife Gallagher, analista dell’unità di ricerca digitale dell’Institute for Strategic Dialogue.

Ma mentre QAnon ha le sue radici negli Stati Uniti - sostenendo e diffondendo teorie infondate anche sulle sparatorie di massa e sulle elezioni - da allora si è trasformato in un’ideologia amorfa, appropriandosi di cospirazioni che circolano in altre parti del mondo. La capacità di assimilare le vecchie bufale con le nuove ha permesso a QAnon di trovare “un ampio gruppo di seguaci”: “È un movimento tangenziale all’estrema destra americana diventato sempre più attraente per la parte anarchica. La capacità di QAnon di evolversi non solo rischia di minare seriamente la democrazia, a causa della dannosa descrizione di individui e istituzioni, ma anche di minare le informazioni ufficiali, ostacolando lo sforzo di tenere il virus sotto controllo”.

Secondo il rapporto di NewsGuard, QAnon sarebbe riuscita a fare proprie le preoccupazioni socio-politiche locali in Germania, Italia, Francia e Regno Unito. Un canale YouTube francese con video di QAnon ha raccolto 21.500 iscritti dalla sua nascita, nell’aprile di quest’anno, mentre nel Regno Unito il profilo Facebook di QAnon conta più di 18.000 follower. “La Brexit e la decisione del governo britannico di bandire Huawei dalle reti 5G del Regno Unito sono citati come prova della fedeltà di Johnson a Q”.

A preoccupare è la connessione che QAnon inizia ad avere con gruppi di protesta come i Gilet Gialli francesi, il cui movimento conta 196.000 membri.

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