La lobby delle armi è sempre più sola

| #BoycottNRA: è l’hashtag del momento, quello che pretende misure stringenti sulle armi. Un moto di disapprovazione così potente da spingere grandi aziende a prendere le distanze dai soci della National Rifle Association

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Di Germano Longo
Qualcosa si è rotto, e forse per la prima volta in modo irreparabile. Al pari di quanto è successo all’indomani dello scandalo Weinstein, vicenda molto costosa per centinaia di donne costrette a subire, ma servito almeno come cavatappi per svegliare le coscienze del mondo intero, lo stesso sta accadendo con la strage della scuola di Parkland, quella che ha costretto anche chi tentennava di fronte al leggendario secondo emendamento, a pensare “Adesso è troppo”.

Insieme a #NeverAgain, l’hashtag dei giovani sopravvissuti al mitragliatore di Nikolas Cruz, a spopolare è #BoycottNRA, un altro appello che come un uragano estivo, prende forza e si ingrossa sui social, iniziando a picchiare duro ovunque tocchi terra. A contribuire anche nomi che in America contano, come quello di Michael Skolnik, regista e attivista seguito da 250mila follower, che sul suo profilo ha pubblicato la lista delle aziende favorevoli alla NRA, seguito dal comico Dean Obeidallah, che ha twittato: “I membri della NRA sono cinque milioni, ma noi siamo 330 milioni di persone. Le aziende sono libere di scegliere quali clienti preferiscono conservare”.

Insomma, per la prima volta, nella storia recente degli Stati Uniti, la NRA, la potentissima e influente lobby delle armi, inizia a segnare il passo e accusare il colpo. All’opinione pubblica importa poco che la National Rifle Association sia da sempre uno degli sponsor più generosi di qualsiasi tornata elettorale: vuole risposte, e soprattutto pretende che le stragi di innocenti finiscano, una volta per tutte. A dimostrarlo, un recentissimo sondaggio che parla del 65% degli americani favorevole a leggi più stringenti sulla vendita delle armi, contro il tiepido 57% di pochi mesi fa.

Un cambio di mentalità che rimarrebbe voce inascoltata, come successo finora, se non fosse che questa volta, a schierarsi contro la lobby sono alcune grandi aziende, influenti anche loro e in grado di fare la differenza. A spingerle, le fortissime pressioni interne al paese, che costringono a prendere le distanze, isolando sempre più chi è convinto che la libertà si misuri dal numero di proiettili che conserva in casa.

Fra i primi a recidere di netto i contatti con la NRA, annullando i programma di sconti e privilegi previsti per i soci, nomi che fanno rumore: la First National Bank of Omaha, prima banca privata d’America, ha annunciato la fine delle emissioni di carte di credito con marchio NRA, quindi Best Western, MetLife, Amazon, Symantec, SimplySafe, Allied Van Lines, la catena Wyndham Hotel, la compagnia assicurativa Chubb, più Hertz, Avis Budget ed Enterprise Holding, tre reti di autonoleggio molto popolari, che all’unisono hanno sospeso con effetti immediati gli sconti previsti per gli iscritti alla lobby delle armi. Fra le più significative, l’iniziativa della società di investimenti “Blackrock”, che si è ritirata da tutte le società in qualche modo legate al commercio delle armi, e il riesame dei rapporti con i soci NRA promesso a breve dalla Bank of America. Qualche ora, e all’elenco si sono aggiunte Delta e United Airlines, entrambe d’accordo nell’idea di azzerare i privilegi agli iscritti alla NRA, chiedendo perfino di rimuovere dal loro sito web ufficiale informazioni, loghi e riferimenti che facciano capo alle due compagnie aeree.

Atteggiamenti sicuramente di comodo, nati sulla spinta dagli uffici marketing, sempre attenti a collocarsi dalla parte del giusto, pena il rischio di perdere credibilità e simpatie della grande massa.

Pronta e secca è arrivata anche la reazione della National Rifle Association, affidata al vice presidente esecutivo Wayne LaPierre: “Come al solito, gli opportunisti hanno sfruttato la tragedia per ottenere vantaggi e non rischiare di perdere neanche un centesimo. Si tratta di aziende che odiano il secondo emendamento, odiano la NRA e odiano la libertà di ogni cittadino americano”.

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