La morte di una modella mina le notti thailandesi

| Mentre prove ed esami sembrano incastrare il principale sospettato, il paese si interroga su un universo parallelo senza regole, fatto di alcol, droga e violenza

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La misteriosa morte di Thitima Noraphanpiphat, una ragazza che lavorava come modella, sta spalancando il mondo misterioso dell’industria del divertimento thailandese.

Il corpo di Thitima, 25 anni, è stato trovato nell’atrio di un condominio, e un uomo sarebbe stato arrestato, incastrato dalle telecamere di sorveglianza che lo mostrano mentre trascina fuori dall’ascensore il corpo senza vita della giovane, per poi abbandonarlo in un angolo dell’atrio di un lussuoso condominio di Bangkok dov’era stata ingaggiata come cameriera per un party privato.

La morte di Thitima Noraphanpiphat domina le prime pagine dei giornali thailandesi, e il mistero che avvolge le sue ultime ore di vita è al centro di voci e speculazioni. Nell’ambito dell’inchiesta, la polizia ha arrestato altre sei persone che hanno partecipato al party, dopo la denuncia alla polizia di un’altra ragazza assunta come cameriera che afferma di essere stata ubriacata fino a perdere i sensi. La mattina seguente si è svegliata nuda in un letto.

Il caso ha acceso i riflettori su un fenomeno molto diffuso in Thailandia, dove giovani donne sono assunte come hostess per eventi come spettacoli, party in locali notturni e feste private, ma i casi di molestie sessuali, abusi e stupri sono centinaia, e per quasi tutte, il copione è lo stesso: spinte a bere quantità eccessive di alcol oppure drogate, poi violentate e spesso picchiate.

Thitima era la principale fonte di sostentamento per la sua famiglia: con il suo lavoro era riuscita a iscrivere la figlia, una bimba di 3 anni, in una delle migliori scuole di Bangkok. La sua morte ha scatenato polemiche furiose e messo in luce la necessità di introdurre leggi a tutela dei lavoratori del settore e campagne di sensibilizzazione per cambiare gli atteggiamenti di cui si nutre l’ambiente. “Dobbiamo mutare questa convinzione affinché la prossima generazione capisca che nessuno ha il diritto di molestare o ferire gli altri”, ha riferito il portavoce di un’associazione che si batte contro la violenza di genere.

Il principale sospettato, Rachadech Wongtabutr, 24 anni, l’ultima persona con cui Thitima è stata vista, è stato fermato e rilasciato dopo un lungo interrogatorio, negando qualsiasi coinvolgimento nell’omicidio. La sua possibile colpevolezza è tornata con forza dopo che la polizia ha ritrovato un post sui social con alcune foto di Thitima, conosciuta nell’ambiente come “Lunlabelle”. Ulteriori indagini hanno portato al definitivo arresto di Rachadech, specie dopo l’autopsia in cui è stata stabilita l’ora della morte, un dettaglio che incastra l’uomo, perché avvenuta nelle ore in cui la giovane si trovava nel suo appartamento.

Secondo il capo della polizia, Rachadech Wongtabutr ha ammesso di aver portato Thitima nel suo appartamento al sesto piano del palazzo, ma nega le accuse, dicendo che pensava fosse solo ubriaca e non priva di vita. 

I sospetti sono aumentati dopo il ritrovamento del corpo, quando la polizia ha bussato alla porta di Rachadech, che si è rifiutato di aprire. Il rapporto preliminare dell’autopsia indica come causa di morte “un’intossicazione da bevande alcoliche”: gli esami hanno evidenziato una concentrazione di alcool nel sangue di 418 milligrammi per 100 millilitri. Nel sangue non sono invece state ritrovate tracce di sostanze stupefacenti.

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