Latifa, la principessa rinchiusa nel castello

| Era svanita nel 2018, bloccata poco prima di riuscire a raggiungere l’Oman, da cui voleva fuggire negli Stati Uniti. Ora, grazie ad un cellulare, ha raccontato in alcuni video la sua prigionia chiedendo l’aiuto internazionale

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Della principessa Latifa Al Maktoum, figlia dello sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum - con un patrimonio personale stimato in 9 miliardi di dollari - non si sapeva più nulla dal 2018. Le ultime notizie parlavano della fuga, preparata con cura per tre anni, scattata il 24 febbraio 2018, quando in compagnia di due amici e complici, la principessa era riuscita a raggiungere l’Oman, da dove sperava di imbarcarsi per gli Stati Uniti per chiedere asilo politico. Ma lo yacht della fuga era stato individuato e bloccato dalla guardia costiera indiana, e dei tre si era persa ogni traccia.

Ora, a tre anni di distanza da quell’episodio, che aveva scatenato le proteste dell’associazione umanitaria “Human Rights Watch” diventando un’approfondita inchiesta della BBC, la principessa Latifa è tornata a dare notizie di sé.

Grazie ad alcuni video, fatti recapitare alla BBC da amici, Latifa ha raccontato per la prima volta i dettagli del suo rapimento e le condizioni in cui si trova, rinchiusa in un non meglio precisato palazzo reale. La principessa, uno dei 23 figli dello sceicco, ha registrato i videomessaggi grazie ad un cellulare che qualcuno le ha passato in segreto, un anno dopo l’inizio della reclusione. Secondo i suoi racconti, Latifa racconta di essersi opposta in ogni modo al tentativo di arresto, ma di essere stata drogata, riprendendo conoscenza solo dopo l’arrivo a Dubai a bordo di un jet privato. Da allora si trova in isolamento, controllata a vista a parte quando è chiusa in bagno, dove è riuscita a registrare i videomessaggi con la richiesta di aiuto.

La reazione, per quanto difficilmente riuscirà a smuovere lo sceicco, ha già scatenato le prime reazioni, con l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani che ha chiesto un’azione internazionale perché siano accertate le condizioni e i motivi della prigionia di Latifa.

Un destino, quello della principessa, decisamente più sfortunato rispetto a quello di Haya bint Hussein, una delle consorti dello sceicco, che dopo essere riuscita a fuggire a Londra nel 2019, ha messo alle corde Mohammed al Maktoum nella causa di divorzio, accusandolo di aver deciso di dare in sposa la loro figlia di 12 anni ad un principe di 34.

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