L’Australia brucia, il premier va in vacanza

| Travolto dalle critiche, Scott Morrison è stato costretto a interrompere bruscamente una vacanza con la famiglia alle Hawaii, mentre il Paese è alle prese con una crisi di incendi devastante

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L’Australia è in ginocchio: da settimane 10mila vigili del fuoco lottano contro tre fronti di enormi incendi che hanno già ridotto in cenere numerose aree boschive e sono arrivati a minacciare addirittura Sydney, la più popolosa città del Paese. Non aiutano le altissime temperature che si registrano in queste settimane, del tutto anomale, bassissimi livelli di umidità e forti venti.

Le forze dell’ordine hanno diramati numerosi avvisi, uno dei quali riguarda le festività natalizie, invitando i cittadini a non mettersi in viaggio. Una raccomandazione che non ha impedito al premier Scott Morrison, in carica dall’agosto del 2018, di partire per una vacanzina alle Hawaii insieme alla moglie Jenny e le due figlie.

La notizia avrebbe dovuto restare riservata, ma è rimbalzata dai media locali finendo per travolgere letteralmente il premier, costretto a tornare di gran corsa in Australia scusandosi con i propri concittadini, per nulla felici di scoprire che mentre la crisi degli incendi che minacciano tre stati, costate la vita a 9 persone e con oltre 700 abitazioni andate in fumo, il loro premier fosse tranquillamente sotto una palma a sorseggiare un cocktail.

“Capisco che la gente si sia arrabbiata scoprendo che ero in vacanza con la mia famiglia mentre migliaia di persone sono sotto stress”, ha commentato Morrison aggiungendo di essere partito soltanto dopo essersi confrontato con i vigili del fuoco, quando si è “pienamente convinto che la risposta all’emergenza messa in atto fosse la migliore al mondo”. Poi il discorso si è spostato sul cambiamento climatico che sta certamente mutando i modelli meteorologici, ma che non crede siano la causa diretta degli incendi: “Non è un collegamento credibile”. Nient’altro che l’ennesimo autogol: milioni di australiani sono convinti che il riscaldamento globale sia la causa dei disastri che flagellano il monto intero e accusano il governo di Scott Morrison di non mettere in campo nessuna azione o campagna di sensibilizzazione per scongiurarli.

Sebbene il cambiamento climatico non sia la causa diretta degli incendi, gli scienziati avevano lanciato l’allarme: un clima più caldo e secco rende la stagione degli incendi in Australia sia più lunga, frequente e intensa. “Siamo in un periodo di incredibile siccità: alcune zone non vedono una goccia di pioggia da più di 12 mesi”, ha commentato un responsabile dei servizi antincendio. Leighton Drury, leader del sindacato dei vigili del fuoco, è invece andato giù duro: “L’Australia ha un governo incapace di fronteggiare quello che tutti danno per assodato: l’inquinamento ci sta uccidendo pian piano”.

Scott Morrison ha anche voluto rendere omaggio a Geoffrey Keaton, 32 anni, e Andrew O'Dwyer, 36, i due Vigili del Fuoco rimasti uccisi nel New South Wales questa settimana mentre lottavano contro un fronte dell’incendio.

In alcune zone del Nuovo Galles del Sud è prevista un po’ di pioggia, anche se le previsioni parlano di un altro periodo di caldo intenso e pericoloso.

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