L'Internazionale Nera contro l'Europa

| Da Parigi alla Grecia, passando per l'Italia. Torino base strategica del terrorismo anarchico

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Internazionale nera. Gli incidenti avvenuti a Parigi dopo i risultati del primo turno delle elezioni presidenziali hanno fatto riscoprire all'Europa una seconda organizzazione con forti connotati eversivi, cioè l'area anarco-rivoluzionaria che un centro nel cuore dell'Europa (Francia, Germania, Inghilterra, Italia) e le agenzie più importanti nel Sud, Grecia e Turchia. Le polizie dell'anti-terrorismo della Ue danno l'impressione di trascurare quest'area che può contare su migliaia di adepti, divisi in vari segmenti, poiché concentrato sul più pericoloso e destabilizzante - in questa fase storica - radicalismo islamico sotto la sigla Isis, ma in realtà i terminali investigativi più avanzati continuano a monitorare questo aspetto non secondario dell'antagonismo anti-sistema.
 


I fari si sono accesi domenica mattina in una Parigi ancora avvolta nell'analisi dei risultati del primo scrutinio, non cogliendo però di sorpresa le forze anti-sommossa di polizia, gendarmeria ed Esercito, schierati in gran numero per impedire un attacco questa volta in stile guerriglia-metropolitana in direzione del centro della metropoli. Ci sono stati scontri, vetrine distrutte, auto danneggiate, feriti da ambo le parti, arresti e denunce fra gli attivisti vestiti di nero e solo in parte a volto coperto. Sembrerà curioso unire un filo rosso tra la capitale francese e Torino ma qui, in Piemonte, è attivo da decenni (vogliamo indicare un anno, il 1998, con la duplice morte degli anarchici Sole e Baleno) una delle radici ideologiche e operative del segmento internazionalista anarchico, i cui ideologi sono l'italiano Alfredo Maria Bonanno, lo svizzero-tedesco Marco Camenish e lo spagnolo Gabriel Pombo Da Silva.
Gli slogan scanditi dagli anarchici durante la manifestazione, volutamente violenta, sono ora una parola d'ordine che dovrà essere raccolta dalle cellule disseminate in tutta Europa, persino nel lontano Nord: nessun riconoscimento strumentale verso gli equilibri politici che si stanno prefigurando in Francia (fine del partiti politici tradizionali), dunque non si vota per Macron per fermare l'onda neofascista e nazionalista del FN, il nemico è sempre e solo lo Stato. E' significativa la scelta di attirare il faro dei media in queste ore difficili, per i timori di altri episodi di terrorismo, proprio all'indomani delle elezioni, che hanno fatto registrare comunque, nonostante la paura, un'alta percentuale di votanti, e questo, per gli anarchici, è di per sé un fattore negativo. Guardano agli astensionisti come a nuova forza politica, con un programma assai più dirompente di quello della sinistra anti-sistema che comunque ha presentato una sua candidatura, e vogliono creare ora una frattura, un corto-circuito nella democrazia francese, anche accettando la possibilità di una vittoria di Marine Le Pen. Considerano questo passo necessario per provocare una frattura violentissima nella società, nelle classi più deboli che forse - se così avvenisse - sarebbero davvero disponibili a scendere in piazza contro il nemico della destra più radicale. Sognano una seconda presa della Bastiglia, attraverso uno scontro vicino agli scenari di una guerra civile. Non hanno di certo, i dirigenti dell'Internazionale Nera, la forza politica e morale di tradurre in realtà il programma nichilista che teorizzano sui loro siti web europei, ma almeno fantasticare un crash-down del sistema sì.
In realtà, costituiscono un pericolo poiché pianificano azioni terroristiche per il momento a bassa criticità in Francia, Germania, Italia, Spagna e Uk, in particolare, ma sono molto più incisivi, con rapine, attentati con esplosivi ad alto potenziale, agguati armati, nell'estremo Sud della Ue. Per questo, trascurare l'analisi e la repressione di questa area antagonista, pronta a mobilitarsi e ad agire attraverso cellule organizzate in modo orizzontale, sarebbe un errore gravissimo da parte delle nazioni europee. Pochi giorni fa è stata attaccata con le molotov la sede Monsanto di Cremona, in nome della nuova parola d'ordina, legata al "trans-umanesimo", la lotta degli eco-anarchici contro le nanotecnologie, le mutazioni genetiche, la gestione dell'utero materno. Gli attivisti che hanno lanciato le molotov provocando danni per migliaia di euro hanno un sentire comune con i "compagni" della Parigi post-voto. I timori ci sono, gli strumenti di contrasto anche. Basta utilizzarli al meglio, senza perdere tempo.  


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