L’ultimo ricordo di Jillian

| Un esperto della polizia scientifica di Londra è riuscito a isolare e donare alla famiglia le impronte lasciate dalla loro bimba, morta lo scorso marzo a quattro anni per una violenta crisi epilettica

+ Miei preferiti
Lo scorso marzo, Jillian Caslick è morta nel sonno nella sua casa di famiglia in Ontario, Canada. Aveva solo 4 anni, ma soffriva dalla nascita di crisi febbrili che all’improvviso le alzavano pericolosamente la temperatura corporea. Quella mattina la scuola aveva avvisato i genitori di riportare a casa Jillian perché aveva la febbre alta: “La tenevamo sempre sotto controllo, perché la febbre alta le provocava convulsioni. Tornati a casa l’avevamo messa a letto, e sembrava che la crisi fosse passata: si era addormentata e sono uscita per andare al lavoro. Non potevo immaginare che sarebbe stata l’ultima volta in cui avrei visto la mia piccola ancora viva”, racconta Rebekha, la mamma, al “London Free Press”.

Gli esami hanno stabilito che Jillian è morta a causa di un violento attacco epilettico, e da allora per Rebekha e suo marito Steve non c’è pace. La settimana scorsa, mentre fuori imperversava un violento temporale, hanno notato strani segni sul vetro della porta d’ingresso, riportati alla luce dalla condensa formata dalla differenza di temperatura fra interno ed esterno. Hanno capito subito: qualche giorno prima di andarsene, Jillian aveva avvicinato il suo faccino al vetro per mandare un bacio alla mamma dentro casa.

Per nessun motivo al mondo, Rebekha e Steve avevano intenzione di perdere quell’ultimo piccolo gesto affettuoso della loro piccola, ma non sapevano come fare: anche togliendo il vetro, non c’era modo di conservare e rendere visibile il segno delle labbra e del nasino di Jillian. Nel disperato tentativo di preservare il piccolo ricordo della loro bimba, la coppia si è rivolta ai social media per avere un consiglio.

Fra i tanti che hanno risposta anche Kimberly, un’amica di famiglia ha contattato una persona che conosceva al dipartimento di polizia di Londra. Gli agenti si sono detti ben felici di aiutare i genitori di Jillian attraverso alcuni procedimenti utilizzati dalla scientifica durante le indagini, avvisando però i genitori che c’era la possibilità che non tutte le impronte del volto potessero essere trasferite su un’altra superficie.



Rebekah ricorda: “Avevo il cuore in gola, era un rischio enorme. L’agente della scientifica si è preso tutto il tempo necessario per assicurarsi che l’immagine si conservasse: è stato fatto tutto in modo professionale e con molta gentilezza. Il risultato finale è eccezionale, eravamo sbalorditi”.

Gli agenti sono riusciti a “sollevare” l’impronta del viso di Jillian coprendo la finestra con le polveri utilizzate per rimuovere le impronte digitali e poi l’hanno trasferita su una scheda. “Grazie al detective che è venuto a casa e al dipartimento per essere andato ben oltre il proprio dovere – ha commentato Kimberly - tutti quelli che conoscono la famiglia Caslick o che hanno sentito della morte di Jillian hanno desiderato poter fare qualcosa che potesse alleviare il loro dolore anche solo in minima parte, il vostro regalo per loro è un regalo per tutti noi”. La portavoce della polizia di Londra, Sandasha Bough, ha risposto: "Il nostro ufficiale è stato in grado di lasciare un piccolo tesoro alla famiglia della bimba. Questo è un lato della polizia che spesso passa inosservato: facciamo tutti parte di questa comunità. Non solo lavoriamo qui, ma viviamo e cresciamo anche le nostre famiglie”.

Galleria fotografica
L’ultimo ricordo di Jillian - immagine 1
Mondo
Dramma in Brunei: muore a 38 anni uno dei figli del sultano
Dramma in Brunei: muore a 38 anni uno dei figli del sultano
Rampollo di una delle famiglie più ricche del pianeta, inseguito dalla fama di playboy e assiduo frequentatore della mondanità più esclusiva, si è spento a 38 anni per una grave malattia
Il mistero di Ri Sol-ju, la «venerabile first lady» nordcoreana
Il mistero di Ri Sol-ju, la «venerabile first lady» nordcoreana
Della moglie di Kim Jong-un, su cui aleggia da sempre il più fitto mistero, non si sa più nulla dal gennaio scorso. Sul suo destino circolano diverse teorie, una peggiore dell'altra
Thailandia, tre giorni di tempo al premier per dimettersi
Thailandia, tre giorni di tempo al premier per dimettersi
È un botta e risposta tra il governo e il fronte della protesta: i militari si dicono pronti a revocare lo stato di emergenza, i manifestanti rispondo con un ultimatum, o sarà il caos
Australia, lo scandalo delle case di cura per anziani
Australia, lo scandalo delle case di cura per anziani
Secondo una commissione governativa incaricata di indagare, ogni settimana si verificherebbero oltre 50 fra aggressioni a scopo sessuale e violenze ai danni dei residenti
Pistorius, l’unico desiderio il perdono
Pistorius, l’unico desiderio il perdono
Bill Schroder, un amico del paratleta in galera per l’omicidio della fidanzata Reeva, svela che Oscar non spera di uscire di prigione, ma di essere perdonato dalla famiglia della ragazza
Beirut, una delle esplosioni più forti della storia
Beirut, una delle esplosioni più forti della storia
Calcoli alla mano, è una delle più potenti di sempre, seconda soltanto a quelle delle atomiche sganciate sul Giappone. In pochi istanti, le quasi 3.000 tonnellate di nitrato di ammonio hanno liberato una forza pari a 500 tonnellate di TNT
L’Interpol sulle tracce dell’erede «Red Bull»
L’Interpol sulle tracce dell’erede «Red Bull»
Nel 2012 travolge e uccide un uomo, ma la ricchissima famiglia versa fiumi di denaro per salvarlo dalla galera. Ma i thailandesi non ci stanno e la polizia formula nuove accuse accompagnate da un mandato di cattura internazionale
Jacinta Ardern: «Quando mi facevo le canne»
Jacinta Ardern: «Quando mi facevo le canne»
L’ammissione della premier neozelandese accolta da un applauso nel Paese dove i cittadini stanno per scegliere con un referendum se legalizzare o meno l'uso di cannabis
Australia, pedofili condannati a due anni di carcere
Australia, pedofili condannati a due anni di carcere
In tanti stanno sfruttando una legge che concede il 40% di sconto sulla pena a chi ammette la propria colpevolezza. E la polemica infuria
Arrestato «Vissarion», l’ex agente che si crede Gesù
Arrestato «Vissarion», l’ex agente che si crede Gesù
Accusato di furto, truffa e frode, avrebbe estorto denaro e beni ai suoi adepti. Ex agente della polizia stradale russa, racconta da sempre di aver ricevuto la chiamata dallo Spirito Santo