Molto più di una sola notte

| L’ex pornostar accusata di aver ricevuto 130mila dollari per mantenere il silenzio su una notte di sesso con Trump, ha vuotato il sacco, ammettendo un flirt lungo un anno

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Accerchiata dai media, Stormy Daniels vuota il sacco: l’ex pornostar - al secolo Stephanie Clifford - pochi giorni fa chiamata in causa dal “Wall Street Journal” per aver ricevuto 130 mila dollari dall’avvocato di Trump pur di mantenere il silenzio su una notte bollente, ha scelto di parlare inguaiando ancora di più il presidente, appena uscito vittorioso dai test medici che ne hanno valutato le piene facoltà mentali.

In effetti, 130 mila dollari per un incontro, per quanto lungo possa essere, sembravano tantini, divisi in costo orario. E così, in effetti, non è: Stormy ha candidamente ammesso al sito “Slate” che con Donald non si trattò solo di nascondere una notte, ma un anno intero di relazione piuttosto intensa. Tutto sarebbe iniziato ad un torneo di golf per celebrità in Nevada nel 2006, a due anni appena dal matrimonio di Donald con Melania, terza moglie in ordine di apparizione. Ma da lì, i due si sarebbero rivisti in altre occasioni, a New York e Los Angeles, finendo sempre per arrotolarsi fra le lenzuola. L’ex pornostar ricorda addirittura un invito al party per il lancio della “Trump Vodka”, finita pochi mesi dopo in un clamoroso flop commerciale, e quello per l’elezione di “Miss USA”.

Una svolta in uno dei tanti pateracchi che stanno trascinando Trump davanti agli occhi dell’America intera, senza dimenticare le solite rivelazioni del volume “Fire and Fury”, in cui Steve Bannon racconta di oltre cento donne messe al silenzio dai legali di Trump a suon di assegni, per non turbare la campagna elettorale. Un nome, fra i cento, l’ha individuato il “Daily Beast”: Jessica Drake, pagata 10mila dollari per stare zitta.

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