Morire di Pokémon Go

| Due ricercatori americani hanno incrociato i dati di alcuni incidenti stradali con le posizioni dei mostriciattoli del celebre videogioco, arrivando ad una conclusione inquietante

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La pandemia, almeno da queste parti, sembra essersi smorzata leggermente. Ma fino allo scorso anno, non era difficile vedere gente con lo smartphone in mano, in mezzo alle rotonde o in altri posti improbabili e altamente pericolosi. Andavano tutti a caccia di Pikachu e dei suoi amici mostriciattoli, gli inafferrabili protagonisti di "Pokémon Go". All'apparenza un semplice videogioco su realtà aumentata nato dall'unione di tre colossi dei games e diventato un fenomeno mondiale, ma più che altro un business che ha fatto schizzare il valore del titolo "Nintendo" in borsa da 9 a 40 miliardi di dollari.

Qualcuno si è anche messo a calcolare i tempi di chi era stato colpito dalla mania: 33,5 minuti al giorno dedicata alla ricerca dei mostri e, per i più tenaci, una decina di km a piedi.

Ma fatalmente, la ricerca ossessiva di Pikachu, Bulbasaur, Charmander e Squirtle si trasformava anche in uno dei peggiori motivi di distrazione, tanto a piedi quanto alla guida. A metterlo nero su bianco arriva "Death by Pokémon Go", una ricerca realizzata negli Stati Uniti da due professori della "Krannert School of Management" della Purdue University di West Lafayette, nell'Indiana. I due hanno semplicemente incrociato i rapporti di polizia dei 12.000 incidenti stradali avvenuti nella loro contea con le posizioni dei "Pokéstop", i punti in cui il videogioco permette di raccogliere le ricompense. È bastato questo, per arrivare ad un dato inquietante: ben due morti sarebbero da attribuire alla febbre del videogioco, visto che in quei punti le probabilità di un incidente stradale si alzavano del 26,5%.

Dati che hanno messo la voglia ai due prof di alzare l'asticella, prendendo in esame l'immenso territorio degli Stati Uniti. Alla fine, dopo calcoli e misurazioni, è arrivato il responso: Pokémon Go potrebbe essere (il condizionale è d'obbligo) responsabile di 145.632 incidenti, ovvero di 29.300 feriti e 256 morti. Cifre che trasformate in denaro contante significano costi per la collettività compresi fra i 5 ed 25 miliardi di dollari.

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