Nascerà il museo Brigitte Bardot

| È la destinazione già decisa de “La Mandrague”, la villa di Saint-Tropez in cui ha scelto di ritirarsi a vita privata. Aprire casa sua, quando lei non ci sarà più, servirà a difendere gli unici veri amori della sua vita, gli animali

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Di Germano Longo
La Francia non ci vuole neanche pensare, ma B.B. sì, perché il tempo bussa alla sua porta e non sente ragioni. Ma prima che sia tardi, ha qualcosa che le preme sistemare: assicurare un futuro alla sua fondazione, che equivale a darlo ai suoi amati animali.

Per questo, con una decisione confidata al settimanale “Paris Match”, Brigitte Bardot ha annunciato di aver firmato tutti i documenti necessari per rinunciare alla sepoltura nella tomba della sua famiglia, quando sarà ora. Preferisce ritagliarsi uno spazio in un angolo davanti al mare all’interno del parco de “La Mandrague”, la sua celebre villa di Saint-Tropez, che da quel momento trasformerà il rifugio dove ha vissuto da quando ha scelto di lasciare il cinema e la vita pubblica in un museo-memoriale aperto al pubblico. Pagando pochi euro, il mondo avrà la possibilità di togliersi una delle più grandi curiosità di sempre: entrare in casa sua e girare per le sue stanze, perché tanto a lei a quel punto non importerà più. Ma soprattutto finanziare ciò che le spiace di più di dover lasciare sulla Terra.

La Bardot si è già accordata con le autorità francesi e il comune di Saint-Tropez, l’ex piccolo paese di pescatori che la sua presenza ha inevitabilmente trasformato in una meta del turismo che conta. Un benessere per la gente del posto, una sconfitta per i suoi sogni di solitudine: “È cambiato tutto: il porticciolo di una volta non esiste più. È diventata una vetrina del lusso, senz’anima”.

Parigina classe 1934, Brigitte Bardot è stata per oltre vent’anni una delle donne più desiderate del pianeta. Una delle pochissime icone sexy sfuggite allo strapotere americano, l’unica capace in alcuni momenti di eguagliare un’altra leggenda come Marilyn Monroe. La “dea del sesso” o “l’impossibile sogno dell’uomo sposato”, così la definivano i giornali dell’epoca, si sposa giovanissima con il regista Roger Vadim e dopo di lui inanella numerosi flirt: è la prima attrice a comparire sul set in topless, ma deve vedersela con un’inquietudine che all’inizio degli anni Sessanta la porta a ritirarsi nel sud della Francia tentando anche il suicidio.

Nel 1970, lo scultore Alain Gourdon la prende come fonte d’ispirazione per dare un volto e le forme a “Marianne”, la donna emblema di Francia. Quattro anni dopo, a trentotto anni e ancora avvolta da una popolarità immensa, annuncia il ritiro dalle scene per dedicarsi agli animali, gli unici compagni di viaggio che sanno essere sinceri.

Alla metà degli anni Ottanta, con un capitale di tre milioni di franchi messi insieme vendendo gioielli e ricordi, nasce la “Fondation Brigitte Bardot”. Da quel momento, B.B. diventerà una delle più accese animaliste del mondo, una vera spina nel fianco per le industrie della carne e degli insaccati.

Nel 2003 esce “Un grido nel silenzio”, un libro che finisce sotto accusa per alcune frasi pesanti che parlano di “islamizzazione della Francia” e “penetrazione dell’Islam”. Un lavoro che nel 2004 le procura la condanna ad una multa di 5.000 euro per “incitamento all’odio razziale”, seguito da un’altra condanna per gli stessi motivi, quattro anni dopo.

Brigitte si richiude ancor di più a riccio, confidando tempo dopo che senza i suoi amati animali, probabilmente avrebbe finito per uccidersi. Di recente, è entrata a gamba tesa nei meandri del caso Weinstein, criticando apertamente l’onda anomala di denunce e segnalazioni: “È una cosa ipocrita e ridicola: ci sono molte attrici che provocano i produttori per ottenere una parte”.

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