Nuova Zelanda, la prima donna Māori in parlamento

| L’amatissima premier Jacinda Ardern ha scelto come ministro degli esteri una donna indigena: quello neozelandese è uno dei governi più aperti e inclusivi del mondo

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È una vera rivoluzione, quella voluta da Jacinda Ardern, la premier neozelandese uscita di recente dalle urne con una clamorosa e schiacciante vittoria. Amatissima, progressista, decisa ed empatica, una delle leader più amate di tutto il mondo ha scelto per il ruolo di ministro degli esteri una donna indigena, la prima di sempre, già diventata simbolo di uno dei parlamenti più inclusivi del pianeta.

Nanaia Mahuta è una Māori, la popolazione indigena neozelandese: quattro anni fa è diventata anche la prima parlamentare donna a sfoggiare un “moko kauae”, tradizionale tradizionale sul mento. Anche il precedente ministro degli esteri, Winston Peters, era un Māori.

Il mese scorso, il partito laburista di centro-sinistra del premier Jacinda Ardern ha stravinto con il 49,1% dei voti assicurandosi 64 dei 120 seggi: primo partito a conquistare la maggioranza dal 1996, quando è stato introdotto l’attuale sistema politico. E il nuovo parlamento entrante guidato dalla Ardern sembra destinato ad essere uno dei più diversi al mondo: quasi la metà dei legislatori saranno donne, e circa il 10% è apertamente LGBTQ, una percentuale più alta del Regno Unito, che deteneva il titolo con il 7% dei membri della Camera dei Comuni apertamente gay. “Questo è un gabinetto e un esecutivo che si basa sul merito ed è anche incredibilmente vario. Cosa di cui vado particolarmente orgogliosa - ha commentato la Ardern mentre annunciava ai media il suo governo – riflette perfettamente il Paese che li ha eletti”.

Nanaia Mahuta è stata eletta per la prima volta in parlamento nel 1996, in precedenza aveva ricoperto diversi incarichi, compreso quello di ministro dello sviluppo per l’etnia Māori. Imparentata con la defunta regina Māori Te Arikinui Te Atairangikaahu e con l’attuale monarca, Kingi Tuheitia. Nel 2016 ha partecipato a una cerimonia tradizionale ed è diventata la prima donna in parlamento a sfoggiare un moko kauae, tatuaggio estremamente simbolico che racchiude informazioni sull’ascendenza, la storia e lo status di una persona. All’epoca, Mahuta ha detto di non aver riflettuto molto su come il suo tatuaggio avrebbe aperto un nuovo percorso all’interno delle istituzioni neozelandesi. “Ho pensato piuttosto a una proiezione più lunga del mio cammino nella vita e al modo in cui voglio andare avanti e dare il mio contributo. Questa per me è la cosa principale”.

Congratulazioni bipartisan sono giunte a Mahuta per la sua nomina a ministro degli Esteri, con Simon Bridges - l'ex leader del Partito Nazionale di centro-destra - che ha detto: “È un momento importante per il Paese, e sono certo che lo saprai cogliere in pieno”.

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