Panico in Texas: 4 pacchi bomba ad Austin

| È sicuramente un esperto di esplosivi, il misterioso attentatore che ha già colpito quattro volte nella città texana, con modalità sempre uguali ma dimostrando di saper cambiare strategia

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Di Germano Longo
L’hanno definito “Unabomber”, come il famigerato Theodore John “Ted” Kaczynski, criminale autore di numerosi attentati in America fra la fine degli anni Settanta e la metà dei Novanta. Questa volta, l’epicentro del nuovo e misterioso attentatore è Austin, capitale del Texas da un milione di abitanti e città molto liberal, con forte presenza di minoranze nere e ispaniche, messa di fronte ad un livello di preoccupazione che continua a salire, perché da quello che sembrava un episodio isolato, il numero di pacchi bomba è salito a quattro, con due morti e due feriti gravi, tutti nel giro di pochi giorni e con modalità che lasciano supporre di avere a che fare con un esperto in esplosivi.

Le prime bombe esplodono il 2 marzo scorso: un pacco uccide Anthony Stephan House, un uomo di colore di 39 anni. Pochi giorni dopo, un’altra esplosione costa la vita a Draylen William Mason, un ragazzo di 17 anni, e ferisce una donna. Per entrambi gli episodi, le modalità sono le stesse: pacchi all’apparenza consegnati da corrieri, lasciati di notte davanti all’abitazione delle vittime, tutte di origine afroamericana o ispanica, con conoscenze comuni e frequentatori della stessa chiesa.

La polizia all’inizio sembra prendere sottogamba la minaccia: in una conferenza stampa si parla di possibili guerre per il controllo dello spaccio di droga. Ipotesi che suona come inverosimile per le modalità, distanti dallo “stile” delle bande che si dividono le piazze dello spaccio, e finisce per scatenare le proteste, costringendo la polizia ad ammettere che possa trattarsi di moventi razziali, chiedendo la piena collaborazione della cittadinanza e la promessa di una ricompensa di 100mila dollari per chi possa aiutare ad identificare l’Unabomber di Austin.

L’altra sera, una nuova esplosione, la quarta: due feriti in modo grave per l’esplosione di un pacco, sistemato sul ciglio della strada e probabilmente attivato dopo aver calpestato per errore un sottile cavo collegato al detonatore. È un cambio di modalità che preoccupa ancor di più, perché dimostra che l’abilità dell’attentatore a maneggiare esplosivi e pianificare le operazioni.

Un’allerta che ha spinto Brian Manley, capo della polizia di Austin, ad allertare l’FBI ma soprattutto la popolazione, invitata a “rimanere in casa fino alla conclusione delle indagini e soprattutto a non toccare o avvicinarsi ad alcun pacco”. A questo, si aggiunge l’allarme bomba che ha portato le autorità ad annullare per questioni di sicurezza, il concerto dei “The Roots”, gruppo hip hop statunitense, previsto al festival “South by Southwest” in pieno svolgimento proprio in questi giorni. Un ventiseienne, Trevor Weldon Ingram, è stato individuato come autore della telefonata in cui si annunciava la bomba. A quanto trapela, nella sua abitazione non sarebbe stato alcun tipo di materiale che farebbe pensare all’attentatore di Austin. Il giovane sarà comunque processato per tentato terrorismo e procurato allarme: reati che in America possono garantire fino a 10 anni di galera.

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