Persi per sempre due corpi delle vittime del vulcano

| Sei cadaveri delle 8 vittime recuperati, secondo la polizia il corpo di una ragazza australiana e di una guida turistica sarebbero stati inghiottiti dal mare. Il bilancio finale di 16 morti e 10 feriti, alcuni in gravi condizioni

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Travolte dalle accuse di temporeggiare troppo nelle operazioni di ricerca, sospesi per giorni per l’elevato rischio di un’altra possibile eruzione, le forze dell’ordine neozelandesi hanno intensificato la ricerca sulla White Island, dove il 9 dicembre scorso l’improvvisa eruzione del vulcano Whakaari ha travolto 47 turisti durante un’escursione al cratere. Le vittime accertate sono 16, e i corpi di 6 degli 8 turisti che ancora risultavano fra i dispersi sono stati recuperati, ma per due persone – avvisa la polizia – la speranza di ritrovamento è estremamente difficile: i cadaveri di Winona Langford, una ragazza australiana di 17 anni, e della guida turistica neozelandese Hayden Marshall-Inman, 40, sono stati probabilmente inghiottiti dal mare.

Nel corso di una conferenza stampa, il vice commissario di polizia Mike Clement ha affermato che una squadra di sommozzatori e diversi elicotteri continueranno a cercare i due corpi scomparsi: “La realtà è che dobbiamo aspettare che Madre Natura ce li restituisca, e può farlo oppure no. L’unica certezza è che se lo fa, noi saremo qui. Ma non c’è altro da fare: siamo letteralmente nelle mani del mare”. Ma la sensazione più diffusa è che non sarà facile: la White Island si trova a circa 48 km al largo della costa della Nuova Zelanda, in un tratto di mare aperto le cui correnti puntano verso l’Oceano.

La polizia ritiene che i due corpi fossero nelle vicinanze di un corso d’acqua che scorre sull’isola: sulla base dei cicli della marea, potrebbero essere stati trasportati fino al mare, probabilmente verso il Capo Est.

Fra le vittime, tutte identificate, due sono cittadini neozelandesi, 15 australiani e tre americani: il più giovane aveva 13 anni, il più anziano 53. Altre 14 persone sono ricoverate in ospedale, e di queste 10 lottano fra la vita e la morte. Infuria senza sosta, intanto, la polemica sulla decisione di aprire l’isola ai turisti malgrado l’avviso di una possibile eruzione fosse stato diramato dagli esperti.

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