Quattro ore di boxe a 321 metri di altezza

| È la speciale sessione di allenamento organizzata per il campione del mondo dei massimi Anthony Joshua sulla pista di atterraggio del Burj al-Arab, il luxury-hotel di Dubai

+ Miei preferiti

Ama farsi chiamare "AJ", e contraddirlo non è saggio: un po' per il metro e 98 cm di altezza, un altro per i 115 kg di peso e il resto per le tre corone che si porta sulla testa, una per ognuno dei titoli mondiali di boxe conquistati: IBF, WBA e IBO, categoria pesi massimi. Ecco perché quando Anthony Oluwafemi Olaseni Joshua, questo il suo nome per intero, si è messo in testa di emulare alcuni suoi colleghi sportivi, organizzando la più suggestiva delle sessioni di allenamento, non dev'essere stato facile dirgli di no.

Così è stato: la piattaforma di atterraggio degli elicotteri del lussuosissimo "Burj al-Arab", a 321 metri dal suolo, è diventata per un giorno la sua palestra d'allenamento, esattamente come prima di lui avevano fatto Tiger Woods, Rory Mcllroy, Roger Federer e Andre Agassi.

La tabella di allenamento di Anthony è imbarazzante per qualsiasi altro esponente del genere umano: quando si avvicinano gli incontri, ovvero sempre, AJ manda giù 5.000 calorie al giorno, necessarie per reggere alle quattro ore di allenamento quotidiano, che filma e regolarmente posta su Instagram.

L'ennesimo campione sopra le righe

Che Anthony Joshua sia un personaggio è risaputo: inglese di Watford con origini nigeriane, classe 1989, un passato con qualche pagina da dimenticare e una scalata vertiginosa nella stratosfera della boxe non gli bastano, perché ha in mente ben altro: riscrivere per intero la storia del pugilato. Per tanti è il nuovo Tyson: è un ragazzo con la testa calda e la rissa facile che impara a tirare di boxe a 18 anni, tirato sul ring dal cugino, uno dei tanti che non sa più cosa inventarsi per dargli qualche regola. Neanche quattro anni dopo porta a casa l'oro alle Olimpiadi di Londra.

Nel 2013 entra nel professionismo, ma più che altro macina venti incontri, tutti finiti con un ko. In mezzo, nel 2011, un arresto per droga, chiuso con 100 di lavori socialmente utili, e la scoperta di altre discipline che giura lo aiutino a completarsi: il motocross, gli scacchi e i saggi di economia.

Inutile chiedergli dove vuole arrivare, perché non lo sa. O meglio, non sa come spiegare che in questa vita i limiti non ci sono e non ci devono essere. Tanto non c'è nessuno che provi a dirgli di darsi una calmata.

Mondo
Carrie Lam, la solitudine della numero uno
Carrie Lam, la solitudine della numero uno
Le lamentele e la tensione della chief executive di Hong Kong registrate in un audio diffuso dai media. Mentre cresce il malumore di Pechino
Australia: due fantine morte in due giorni
Australia: due fantine morte in due giorni
Melanie Tyndall travolta in gara dal cavallo di un avversario: due giorni prima Mikaela Claridge è stata disarcionata e non si è più rialzata
La battaglia di Saba Kord Afshari
La battaglia di Saba Kord Afshari
La giovane attivista iraniana condannata a 25 anni di carcere per essersi tolta il velo durante le manifestazioni di protesta del “Mercoledì bianco”. Al suo fianco intellettuali e organizzazioni umanitare
Campionessa russa di atletica muore a 25 anni
Campionessa russa di atletica muore a 25 anni
È crollata per un attacco cardiaco mentre faceva jogging: secondo i media era sotto pressione da tempo
Nuova Zelanda, polemiche per una lettera di Tarrant
Nuova Zelanda, polemiche per una lettera di Tarrant
L’attentatore di Christchurch lasciato libero di pubblicare un nuovo documento suprematista su un sito web: sotto accusa i dirigenti del carcere
Svolta nelle indagini per la morte di Nora
Svolta nelle indagini per la morte di Nora
La quindicenne londinese ritrovata senza vita nella giungla della Malaysia sarebbe morta di stenti. Al momento non c’è alcuna traccia di violenza
Bullizzata perché gay si toglie la vita
Bullizzata perché gay si toglie la vita
Una giovane australiana non ha retto alla depressione in cui era piombata dopo anni di soprusi e prese in giro
Germanwings scrive alle famiglie delle vittime del volo 9525
Germanwings scrive alle famiglie delle vittime del volo 9525
Secondo la compagnia low-cost della Lufthansa, le 150 persone vittime nello schianto voluto dal copilota Andreas Lubitz non avrebbero avuto la sensazione di morire. Ma le scatole nere raccontano il contrario
Un carico di droga emerge in Nuova Zelanda
Un carico di droga emerge in Nuova Zelanda
Si tratta di oltre 20 panetti, e secondo la polizia facevano parte di un carico disperso dai trafficanti un anno fa. In crescita nella zona del Pacifico il consumo di cocaina
La foto segnaletica che fa ridere
La foto segnaletica che fa ridere
Visti i tanti commenti cattivi, la polizia del Galles ha avvertito che accanirsi contro qualcuno attraverso i social può avere pesanti ripercussioni