Quelli che vogliono la Luna

| È ripartita la corsa al satellite più amato dai cuori che palpitano. A muovere un gruppo di paesi l’idea di farne una base di sosta per future missioni spaziali

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Di Germano Longo
Sembrava dimenticata, superata, un satellite del nostro pianeta che piace tanto ai poeti, gli innamorati e i lupi, ma che ormai interessa poco agli astronomi. Alla fine degli anni Sessanta arrivarci era una gara, storicamente vinta dagli americani, che per primi riescono a metterci piede, piantano una bandiera e si consacrano a superpotenza anche al di fuori delle acque territoriali terrestri.

Poi gli obiettivi sono cambiati: tutti verso Marte, l’affascinante pianeta rosso, sistemato a 400 milioni di km dalla Terra e dai costi impegnativi. Così, a quasi cinquant’anni dalla leggendaria passeggiata di Neil Armstrong, in tanti si sono messi a guardare nuovamente verso la Luna.

Esiste un trattato internazionale del 1979 che, a scanso di equivoci, vieta la colonizzazione dei corpi celesti. Un pezzo di carta che tuttavia non impedisce a Stati Uniti, Russia, Cina e Unione Europea di sognare piccoli possedimenti lunari, dove impiantare basi e spedire colonie.

La Nasa si muove si preciso ordine di Trump, che ha espressamente richiesto la creazione di una base, dando perfino una data per la posa del primo astro-mattone: il 2022. Non è da meno la vecchia, cara Europa, che ha in mente addirittura un “Moon Village”, non un parco di divertimenti e neanche un outlet fuorimano, ma una colonia in grado di ospitare alcuni scienziati-cosmonauti. Sulla lista d’imbarco anche i cinesi, ormai pronti a dare il via ai motori del “Chang’e 5”, una sonda che a breve dovrebbe prelevare materiale lunare e riportarlo sulla Terra. E perfino gli indiani stanno facendo le valigie: a primavera partirà un rover con il compito di esplorare la zona sud della Luna, dove è forte la presenza di ghiaccio.

Per finire con la “Rosmocov”, l’agenzia spaziale russa, che si è messa alla ricerca di volontari intenzionati a farsi sparare sulla Luna entro il 2031.

Da cosa nasce tutto questo interesse? Stringendo quanto più possibile il concetto, sono piani di espansione cosmica. L’intenzione di piazzare sulla Luna basi di sosta intermedie che permettano di rendere meno lunghe e difficili le missioni di esplorazione “verso l’infinito, e oltre”.

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