Si uccide a 13 anni dopo lo stupro

| Pinkie, una giovane thailandese, si è gettata dal balcone di casa dopo l’ennesimo litigio con la madre. Era reduce da una devastante violenza sessuale di gruppo

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Poche ore fa, un tribunale di Bangkok, in Thailandia, ha formalizzato l’arresto di due uomini, accusati di aver stuprato Pinkie, una ragazzina 13enne che scoprendo di essere rimasta incinta, ha scelto di togliersi la vita gettandosi dal balcone dell’abitazione dove viveva con la famiglia. È una vicenda che sta facendo il giro del mondo e alzato il livello di rabbia dell’opinione pubblica thailandese. Tutto è avvenuto a Khlong Toei, un distretto di Bangkok, dove l’11 novembre scorso, la piccola Pinkie (la sua vera identità non è stata rivelata), ha subito una brutale violenza da parte di una gang di sei uomini, che l’hanno tenuta prigioniera per una notte intera abusando di lei decine di volte. Un trauma da cui la ragazzina faticava a riprendersi, accentuato da dissapori e continui litigi con la madre. Tre sere fa, al termine dell’ennesimo diverbio, Pinkie si è seduta sul bordo del balcone dell’appartamento dove viveva con la mamma, si è scattata un selfie con le gambe penzoloni nel vuoto e ha spedito un sms al fidanzatino in cui diceva “Sto per andare, ti amo”. Poi si è lasciata cadere.

La polizia ha scoperto attraverso alcuni post sui social che la giovane pensava da tempo al folle gesto: “Se non fossi incinta me ne sarei già andata da tempo”. La portavoce della polizia, Krissana Pattanacharoen, ha ribadito l’intenzione di fare piena luce su chi era presente e cos’è accaduto esattamente all’interno di quell’appartamento.

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