Silicon Valley, la Sodoma hi-tech

| Lo rivela un volume anticipato da racconti che non lasciano nulla alla fantasia: i “Nerds”, all'apparenza teneri imbranati, amano organizzare feste a base di sesso e droga, in cui le donne devono essere in numero sproporzionato ai maschi

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Di Germano Longo

Secondo la più recente definizione, i “Nerds” - i secchioni di un tempo - sono un popolo di sfigati cronici che vivono immersi nella tecnologia più profonda, con poca propensione alla socialità e meno ancora ai piaceri della vita. Per tutto il mondo, una popolazione che si concentra nella Silicon Valley, com’è chiamata la parte più meridionale della San Francisco Bay, da anni un posto dove i byte sembrano contare più dei night.

Così, almeno, secondo la credenza più comune, quella che allinea i nerd ad uno stereotipo preciso: profonda avversione verso qualsiasi moda, imbranati cronici con gli occhiali spessi un dito, i capelli con la riga in mezzo e lo sguardo allucinato di chi lontano dagli algoritmi si sente perso.

E invece, a sorpresa, non è così, proprio per niente. A raccontare tutto, fino ai più piccoli dettagli ci ha pensato Emily Chang, anchorwoman di “Bloomberg TV”, che ha appena mandato alle stampe “Brotopia”, una sorta di viaggio iniziatico nelle notti della Silicon Valley, trasformata in una depandance californiana di Sodoma.

Nel volume, previsto per febbraio ma già adesso sulle bocche di tutta l’America grazie ad una ghiotta anticipazione dell’edizione statunitense di “Vanity Fair”, sono finiti racconti di una ventina di persone che avrebbero preso parte agli “e-party”, autentiche abbuffate di orge, alcol e droghe a profusione. In pratica, tutto quello che sembrava impermeabile ai nerds, e di cui invece pare ne vadano piuttosto ghiotti.

Un girone dantesco di perversione profonda che secondo l’autrice, ricorderebbe da vicino le celebri ed esclusive feste organizzate da Hugh Hefner all’interno della “Playboy Mansion”, piene zeppe di conigliette con tanta voglia di far perdere la testa ad un miliardario tachicardico.

In quella parte della California ormai li conoscono tutti, si chiamano “e-party”, mutuando in qualche modo l’amore sconsiderato verso l’universo del web, ma anche perché gli inviti circolano esclusivamente per via elettronica, con particolare predilezione verso “Snapchat” e la sua amata caratteristica di sparire per sempre poco dopo.

Gli “e-party” hanno una cadenza precisa: una volta al mese, in genere nei week end, ed in posti sempre diversi, per non attirare l’attenzione delle forze dell’ordine. Sempre uguali, o quasi, sono invece i partecipanti: altissimi dirigenti di aziende quotate al “Nasdaq”, la borsa dei titoli tecnologici, ma anche titolari di start-up promettenti, investitori e potenti in ordine sparso.

Feste in cui le regole sono poche, ma piuttosto precise: ad esempio che il numero di donne presenti, dev’essere almeno triplo rispetto a conteggio dei maschi. Ogni ragazza è libera di portarsi quante amiche crede, ma non è così per i maschi, il cui numero è contingentato con grande attenzione.

E perché la festa si possa dire riuscita, non devono mai mancare alcol e droghe in abbondanza. Sulle donne da invitare, la regola vuole siano preferibilmente ventenni o poco più, meglio ancora se bellissime e ben disposte, con eccezioni rappresentate da arrampicatrici sociali e mogli consenzienti di manager in cerca di serate alternative: tanto, non è neanche necessario nascondere di essere sposati o avere una relazione fissa, perché non importa niente a nessuno. E fra gente che si accoppia come ricci, aggiunge Emily Chang, non è affatto difficile che nascano accordi commerciali, fusioni e partnership globali.

In realtà, non è la prima volta che sui “Nerds” siano calate le attenzioni dei media: lo scorso anno, addirittura ben prima dell’avvento di mister Weinstein, padre putativo di tutti i marpioni del mondo, il “New York Times” aveva svelato storie di molestie sessuali e violenze consumate nella valle del silicio californiana. A farne le spese erano stati Eric Schmidt, presidente di “Google”, costretto ad ammettere uno stuolo di amanti segrete che gli costerebbero svariati milioni di dollari, pur di garantirsi il silenzio, e l’ormai ex a.d. di “Hewlett Packard” Mark Hurd, che avrebbe cinto d’assedio Jodie Fisher, dipendente ma soprattutto ex coniglietta di “Playboy”.

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Silicon Valley, la Sodoma hi-tech - immagine 1
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