Stuprata da 500 uomini quand’era solo una ragazzina

| La disgustosa vicenda di Jennifer, una donna inglese che in un’intervista ha raccontato la terribile esperienza vissuta quando aveva solo 11 anni

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L’incubo di Jennifer – non è il suo vero nome, ma almeno il diritto all’anonimato se l’è guadagnato – è iniziato quando aveva appena 11 anni. Era una ragazzina di Telford, Inghilterra, ancora in quell’età di mezzo: troppo presto per essere una donna, troppo tardi per guardare ancora le bambole. Non la pensavano così un gruppo di uomini, che anche in quelle forme indecise di donna hanno visto un oggetto. Giornali e polizia li conoscono bene, hanno agito per quasi quarant’anni nello Shropshire, contea delle Midlands inglesi: di cosa erano capaci l’hanno provato sulla pelle decine di ragazzine, attirate a feste che non esistevano da ragazzini della loro età usati come esche, poi drogate, fatte bere e violentate senza pietà.

Jennifer ha raccontato il suo incubo al “Sunday Mirror”, ed è qualcosa di spaventoso, un pugno nello stomaco. Oggi a 40 anni, è una donna che ha tentato di rifarsi un’esistenza, madre a sua volta di una bambina, ma certe scene dagli occhi non se le toglierà mai. C’era un ragazzo che le piaceva, era simpatico, sorrideva sempre: le presenta un adulto, diceva fosse uno zio a cui era molto legato. È l’inizio di una vicenda agghiacciante durata sette anni, in cui la banda ha preso il controllo della sua esistenza, facendo di lei quello che riteneva più opportuno. Quando si stancavano di abusarne, la portavano in giro mettendola a disposizione di chi voleva approfittarne. Jennifer è convita di essere stata violentata da almeno 500 uomini. Spesso erano più di dieci ogni sera.

Fuggire, impossibile: a 11 anni basta sentire poche minacce per rassegnarsi. “Se non facevo quello che volevano loro mi picchiavano. Mi ero convinta che l’unica via d’uscita fosse la morte, ero anche andata alla polizia ma si rifiutavano di ascoltarmi”. Tornava a casa ogni sera e non raccontava niente, perché le avevano detto se lo fai uccidiamo tutti. Qualcuno, ricorda Jennifer, ci ha rimesso la pelle. Lucy Lowe, 16 anni, finita nello stesso tunnel, è stata uccisa insieme alla madre e la sorella dall’uomo che l’aveva messa incinta e voleva cancellare ogni prova. Le ha bruciate vive dando fuoco alla casa: arrestato, è stato condannato per omicidio, ma per il calvario che aveva creato prima, la violenza carnale, non ha mai pagato nulla.

L’articolo del Sunday Mirror ha messo sulla graticola la polizia dello Shropshire, costretta ad annunciare un supplemento di indagine, a patto che “qualcuno ci fornisca maggiori informazioni”. Jennifer è pronta, non vede l’ora di mandare in galera chi le ha rubato l’adolescenza.

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