Sudafrica, la polizia uccide un ragazzino Down di 16 anni

| Nathaniel Julius stava andando a comprare dei biscotti quando si è imbattuto in una pattuglia. Per la famiglia è stata un’esecuzione, perché il ragazzino non rispondeva alle loro domande. E Johannesburg esplode di rabbia

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Non è solo l’America dei sobborghi neri a ribollire di rabbia e voglia di vendetta. Anche in Sudafrica, i metodi della polizia sono ormai da troppo tempo violenti: nei tre mesi del lockdown, raccontano le statistiche, dieci persone sono cadute sotto il fuoco degli agenti.

Ma a trascinare la gente sulle strade è stata la fine di Nathaniel Julius, che aveva 16 anni e la sindrome di Down. Era andato a comprare dei biscotti, quando per cause ancora non chiarite una pattuglia l’ha ucciso a Eldorado Park, un sobborgo di Johannesburg. Per qualche giorno, i due hanno tentato di nascondere un omicidio in piena regola parlando di un tragico errore: Nathaniel era finito per sbaglio nel mezzo di una sparatoria con una gang locale.

Ma al dipartimento di polizia è bastato far scattare l’inchiesta perché l’imbarazzante verità venisse fuori. Per la famiglia, che lo ricorda come un ragazzino incapace di fare del male a qualcuno e timidissimo, Nat è stato ucciso semplicemente perché non rispondeva alle domande degli agenti, che spazientiti hanno aperto il fuoco senza pietà contro un disabile inerme. La verità manca ancora all’appello, ma per il dipartimento basta e avanza per far scattare l’accusa di omicidio e l’onta di “sconfitta per tutto il corpo di polizia”.

Dopo la morte di Julius, centinaia di persone sono scese in strada per protestare, finendo per scontrarsi in modo violento con le forze dell’ordine. La polizia ha utilizzato proiettili di gomma e granate stordenti per disperdere i manifestanti che avevano bloccato le strade dando fuoco ad automobili in barricate improvvisate. Cyril Ramaphosa, il presidente sudafricano, è apparso in televisione per fare appello alla calma.

“Non ci sono prove di alcuna provocazione da parte di Nathaniel, ed è difficile capire e accettare perché sia stato ucciso - ha detto l’arcivescovo Malusi Mpumlwana, capo del Consiglio delle Chiese sudafricane - non possiamo dire Black Lives Matter negli Stati Uniti se non lo ripetiamo anche in Sudafrica. La comunità è indignata: non vogliono solo risposte, ma anche giustizia”.

Ma i sudafricani sono tristemente abituati a subire il fallimento del sistema giudiziario, anche di fronte alla possibile condanna dei due agenti, pochi credono che qualcosa cambierà.

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Sudafrica, la polizia uccide un ragazzino Down di 16 anni - immagine 1
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