Sudafrica, la seconda vita del «Dottor Morte»

| Accusato di pratiche inumane durante l’Apartheid e condannato, Wouter Basson è stato rintracciato presso un gruppo ospedaliero sudafricano dove lavora tranquillamente da anni

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Solo a sentire il nome di Wouter Basson, ai sudafricani viene la nausea: di professione cardiologo, fra il 1980 ed il 1990 ha guidato l’agghiacciante “Project Coast”, un progetto segreto che ha segnato gli anni già difficili dell’apartheid. Basson, processato e assolto nel 2002 da 67 capi di imputazione, è stato accusato di aver fornito dosi di un “cocktail letale” di potenti rilassanti muscolari come ketamina, succinilcolina e tubocuranine a prigionieri di guerra e membri della South African Defence Force. È solo l’inizio: Basson aveva anche “armato” migliaia di bombe da mortaio con gas lacrimogeni, fornito cianuro ai detenuti per spingerli al suicidio e studiato metodi per rendere sterili le donne di colore.

Radiato dalla professione medica, del “Dottor Morte” – com’era chiamato dai media - si erano perse le tracce fino a pochi giorni fa, quando è emerso che lavora da anni presso la “Mediclinic South Africa”, un gruppo ospedaliero privato. Immediata le reazioni popolari e le proteste verso chi ha permesso che da almeno 15 anni, il dottor Morte continua a lavorare come medico, senza nessuna prova che abbia cambiato o rinnegato le sue idee. Il grippo ospedaliero ha tentato una difesa attraverso un comunicato: “Per legge, i medici sono professionisti indipendenti e non possiamo proibire a chi è regolarmente iscritto alla HPCSA, compreso il dottor Basson, di esercitare la professione, a meno che non sia loro impedito dalla legge”.

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