Tatuato sul volto, non trova lavoro

| Faceva parte dei “Mongrel Mob”, una delle più feroci gang di bikers del mondo, e si è fatto tatuare il volto con la parola “Notorius”. Ed ora trova difficile essere accettato

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Puk Kireka, 31 anni, un paio di condanne sulla schiena che l’hanno portato a visitare le patrie galere, ha un grosso cruccio: non riesce a trovare lavoro. Secondo lui, il problema non è neanche la fedina penale, non proprio immacolata, ma il vistoso tatuaggio che gli copre la metà esatta del volto. Se l’era fatto nel 2008, quando si era unito alla “Mongrel Mob” una delle bande di motociclisti più temute della Nuova Zelanda.

Ma ora, diventato padre di tre bambini e dopo aver messo da parte bande, manette e metanfetamine, è diventato un giocatore fondamentale del “Tamatea Rugby Club” una squadra di rugby amatoriale di Hastings, ma soprattutto aspira a trovare un lavoro che gli permetta di mantenere la famiglia. Ma nessuno ha il coraggio di ricordargli che quella roba sulla faccia non è esattamente un bel biglietto da visita per presentarsi ad un colloquio in banca.

Perfino tifosi e sostenitori della squadra, categorie che generalmente di fronte ai risultati sono disposte ad accettare le peggiori stravaganze, storcono il naso. Un reporter, inviato per commentare un incontro casalingo del Tamatea, ha raccolto più di una voce perplessa sugli spalti: “Cosa ci fa quel gangster sul campo? Non è un bell’esempio”.

Puk Kireka, che ha ammesso di non aver mai fatto molto sport in giovane età, ha iniziato l'attività come coadiuvante di una terapia per liberarsi dalla dipendenza di metanfetamina, da cui è ormai fuori da quattro anni. Ora, con l’obiettivo di sentirsi “sano e in forma”, si rende conto è complicato trovare un lavoro, visto che la parte inferiore del suo viso è decorata con la parola “Notorious”, dipinta nei colori rosso e nero della banda.

Il suo sogno sarebbe trovare un impiego nel settore sportivo, magari dopo aver preso una laurea, ma anche questo traguardo, con quel vistoso tatuaggio, non sarà semplice da raggiungere: “Sarò sempre considerato un mafioso, ma è importante dimostrare che tutti possono essere migliori di come appaiono. Mi piacerebbe anche riuscire a coinvolgere alcuni membri della gang in questo stile di vita, decisamente migliore”.

La Mongrel Mob ha fatto notizia a livello internazionale lo scorso marzo, all’indomani del massacro delle moschee neozelandesi, quando i membri hanno promesso di unirsi alle bande rivali per supportare la comunità di Christchurch organizzando ronde di guardia durante le preghiere del venerdì. Le attività criminali del gruppo, descritto come una delle bande criminali più feroci del mondo, comprendono gravi atti di violenza tra cui estorsione, rapine a mano armata e omicidi, spaccio di droga e possesso di armi. 

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