Tragedia sfiorata sui cieli di Mosca

| Evitato di un soffio lo schianto di un colossale A380 della Emirates: il caso svelato solo dopo la conclusione dell’inchiesta. Sotto accusa la scarsa preparazione degli equipaggi alle nuove tecnologie di bordo

+ Miei preferiti
Una tragedia sfiorata, con centinaia di morti evitati per un soffio. È quanto accaduto nel settembre 2017 sui cieli di Mosca ad un Airbus A380 della “Emirates”, che a soli 25 secondi dello schianto è riuscito a correggere la manovra evitando il disastro.

La compagnia aerea di Dubai ha aperto un’inchiesta che si è conclusa in questi giorni, per capire come il più grande aereo di linea del mondo abbia letteralmente sfiorato il sobborgo di Gorki Leninskiye: sotto accusa, ancora una volta, è finita la tecnologia di bordo e la scarsa preparazione fornita agli equipaggi.

Dai dati forniti dal “glideslope”, un indicatore di discesa che fornisce indicazioni sullo scostamento di quota, i piloti dell’A380 erano convinti che l’aereo si trovasse ad un’altitudine di gran lunga maggiore. In realtà, la posizione effettiva dell’aereo era già al di sotto della pista di atterraggio: i piloti hanno portato l’aereo a 504 piedi (153 metri) da terra mentre viaggiava a 195 miglia all’ora e scendeva ad una velocità di 1.600 piedi al minuto mentre si trovava ancora a 8,5 miglia dall'aeroporto di Domodedovo. Mancavano solo 25 secondi all’impatto con il suolo.

A complicare la situazione anche la scarsa padronanza dell’inglese del controllare di volo, costretto a ripetere per tre volte l’ordine di interrompere la discesa. A questo punto, con l’allarme automatico di impatto imminente attivo, il capitano si è reso conto dell’errore passando ai comandi manuali: ha tirato su l’aereo in una manovra di emergenza evitando lo schianto. Con un peso di oltre 300 tonnellate, l’aereo è salito di altri 38 metri prima di cominciare a guadagnare quota, il che significa che si trovava a soli 120 metri sopra il sobborgo russo.

I passeggeri non si sono resi conto di aver sfiorato la morte, e i dettagli della drammatica sequenza sono stati resi pubblici solo dopo la conclusione dell’inchiesta. Ai comandi dell’aereo, in volo da Dubai a Mosca, il capitano 54enne, con migliaia di ore di volo all’attivo, ed un copilota di 39 anni sottoposto “ad un pesante carico di lavoro”: erroneamente, il secondo ha abbassato il “superjumbo” nel tentativo di  intercettare i segnali del sistema di atterraggio che guidano un aereo verso la pista, ma così facendo ha  iniziato la manovra quando l’aereo era ancora troppo lontano dalla pista. Secondo gli investigatori dell’Autorità dell'Aviazione Civile degli Emirati Arabi Uniti, il copilota ha continuato a scendere pensando di essere sul percorso corretto, senza riuscire a controllare con esattezza l’altitudine attraverso gli strumenti. In quegli istanti drammatici, il comandante era concentrato sulle comunicazioni con il controllo del traffico aereo, senza rendersi minimamente conto di quanto stava accadendo.

Secondo il “Times”, prima di scendere a terra furono necessari tre tentativi di atterraggio a causa di ulteriori errori commessi nell’impostazione del sistema automatizzato. Il team investigativo non ha avuto a disposizione alcuna registrazione vocale poiché il volo di ritorno a Dubai ha sovrascritto la registrazione del primo: per ricostruire l’incidente sono stati necessari le analisi dei dati contenuti nelle scatole nere e le comunicazioni con la torre di controllo.

La conclusione, secondo il team investigativo, è l’ennesima dimostrazione del fatto che i piloti non sono in grado di tenere il passo con la moderna tecnologia di automazione del volo. Il rapporto aggiunge il negligente comportamento del capitano, che aveva l’obbligo di monitorare e supervisionare le manovre del suo copilota.

Mondo
Thailandia, tre giorni di tempo al premier per dimettersi
Thailandia, tre giorni di tempo al premier per dimettersi
È un botta e risposta tra il governo e il fronte della protesta: i militari si dicono pronti a revocare lo stato di emergenza, i manifestanti rispondo con un ultimatum, o sarà il caos
Australia, lo scandalo delle case di cura per anziani
Australia, lo scandalo delle case di cura per anziani
Secondo una commissione governativa incaricata di indagare, ogni settimana si verificherebbero oltre 50 fra aggressioni a scopo sessuale e violenze ai danni dei residenti
Pistorius, l’unico desiderio il perdono
Pistorius, l’unico desiderio il perdono
Bill Schroder, un amico del paratleta in galera per l’omicidio della fidanzata Reeva, svela che Oscar non spera di uscire di prigione, ma di essere perdonato dalla famiglia della ragazza
Beirut, una delle esplosioni più forti della storia
Beirut, una delle esplosioni più forti della storia
Calcoli alla mano, è una delle più potenti di sempre, seconda soltanto a quelle delle atomiche sganciate sul Giappone. In pochi istanti, le quasi 3.000 tonnellate di nitrato di ammonio hanno liberato una forza pari a 500 tonnellate di TNT
L’Interpol sulle tracce dell’erede «Red Bull»
L’Interpol sulle tracce dell’erede «Red Bull»
Nel 2012 travolge e uccide un uomo, ma la ricchissima famiglia versa fiumi di denaro per salvarlo dalla galera. Ma i thailandesi non ci stanno e la polizia formula nuove accuse accompagnate da un mandato di cattura internazionale
Jacinta Ardern: «Quando mi facevo le canne»
Jacinta Ardern: «Quando mi facevo le canne»
L’ammissione della premier neozelandese accolta da un applauso nel Paese dove i cittadini stanno per scegliere con un referendum se legalizzare o meno l'uso di cannabis
Australia, pedofili condannati a due anni di carcere
Australia, pedofili condannati a due anni di carcere
In tanti stanno sfruttando una legge che concede il 40% di sconto sulla pena a chi ammette la propria colpevolezza. E la polemica infuria
Arrestato «Vissarion», l’ex agente che si crede Gesù
Arrestato «Vissarion», l’ex agente che si crede Gesù
Accusato di furto, truffa e frode, avrebbe estorto denaro e beni ai suoi adepti. Ex agente della polizia stradale russa, racconta da sempre di aver ricevuto la chiamata dallo Spirito Santo
Arrestato il magnate che critica Xi Jinping
Arrestato il magnate che critica Xi Jinping
Spina nel fianco e voce controcorrente, Ren Zhiqiang è stato condannato a 18 anni di carcere per reati legati alla corruzione. Non è la prima volta che ha guai con la giustizia per le critiche verso il presidente cinese
Apre la pancia della moglie per controllare il sesso del nascituro
Apre la pancia della moglie per controllare il sesso del nascituro
Pradesh, dove un uomo ha usato una falce per verificare il sesso del bambino che sarebbe nato a breve. Il Paese combatte da tempo contro una disuguaglianza sociale che sta scombinando la parità dei sessi