Troppo inglese, ora si cambia

| In Olanda infuria la polemica: troppi i negozi che ormai usano soltanto l’idioma anglosassone rinnegando la propria lingua. Il comune di Amsterdam ha stretto le maglie, e perfino un tribunale non ha sentito ragioni

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Di Germano Longo
Sembrava la solita “butade” di uno pseudoleghista del posto, ed è finita in tribunale. Succede ad Amsterdam, capitale dei Paesi Bassi, una delle città europee più amate dal turismo (con punte annuali di 17 milioni di presenze) e per questo un po’ piegata alle esigenze di chi arriva da altri posti. Forse un po’ troppo, secondo una campagna sciovinista cavalcata a piene mani dai media e improvvisamente montata come una panna ben riuscita. “De Telegraaf”, uno dei principali quotidiani olandesi, qualche giorno fa aperto la prima pagina con un titolo quanto mai chiaro: “Fermate la follia inglese”.

Sotto accusa “l’attapiramento” convulsivo dell’intera Olanda verso la lingua anglosassone, che ormai domina vetrine, alberghi e negozi del centro storico, a discapito dell’olandese, praticamente scomparso. Una levata di scudi che ha costretto il Consiglio Cittadino, l’equivalente del nostro Comune, a limitare a 40 le attività che possono esporre cartelli nella doppia lingua, favorendo al contrario l’apertura di attività che prediligano la complicata lingua olandese. Tutto questo, onore al merito, per evitare che chi è nato da quelle parti non si senta un turista in casa propria.

A rimetterci fra i primi è stato un negozio appena aperto della catena “Amsterdam Cheese Company”, specializzato in formaggi, finito sotto accusa per l’insegna: “Say cheese to life”. Quirijn Kolff, il proprietario, ha deciso di reagire presentando un ricorso in cui affermava che l’inglese è a tutti gli effetti la seconda lingua degli olandesi, ma non è bastato: il tribunale gli ha dato torto, obbligandolo a far sparire il richiamo pubblicitario.

L’impennata nazionalistica, in realtà, ha radici ben più profonde del semplice commercio: è partito da un’indagine in cui emerge chiaramente la crescita di corsi scolastici in lingua inglese, contro una penuria di quelli in olandese. E se questo da una parte favorisce l’arrivo di studenti da ogni parte del mondo, dall’altro finirà per impoverire proprio l’Olanda, visto che i corsi universitari sono a numero chiuso.

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