Tutti in coda per il curriculum

| È successo a Madrid, dove per rispondere all’annuncio di un albergo bisogna portare il curriculum di persona. Proteste e insulti da tutta la Spagna

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Chiamasi economisti di Bruxelles quella categoria di professionisti che fra numeri e proiezioni, stabiliscono se un paese è in ripresa oppure no. La Spagna, a sentir loro, è uno dei paesi della zona Euro ad aver reagito meglio alla crisi: una crescita del 3% annuo dell’economia e 500 mila nuovi posti di lavoro in un anno ne sarebbero la dimostrazione.

Sicuramente non erano così d’accordo le 10.000 persone che l’altra mattina si sono messe in paziente attesa per consegnare il proprio curriculum ad un prestigioso hotel della centralissima Plaza de Espana, a Madrid. Diecimila anime in cerca di lavoro che appena letta la campagna di “casting” della struttura, in cui annunciava la ricerca di 100 persone da inserire nel proprio personale, hanno messo sotto il braccio il foglio delle proprie esperienze sperando di essere fra i pochi ad averlo letto. Un’illusione durata poco: in brevissimo tempo, si è formato un cordone di persone lungo oltre un km e mezzo.

L’intera Spagna, grazie al passaparola dei social, si è mobilitata, coprendo di insulti l’albergo, accusato di abusare senza ritegno del bisogno della gente di trovare lavoro. I sospetti si concentrano sull’annuncio, in cui si specificava che non sarebbero stati presi in considerazione curriculum inviato via email, ma soltanto quelli consegnati di persona.

Malgrado pochi abbiano scelto di abbandonare la coda chilometrica, il malumore e la protesta serpeggiavano: “Ci sfruttano per farsi pubblicità”.

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