Uccisa Ylena Grigorieva, attivista gay russa

| Il suo nome era ai primi posti di un sito che inneggiava alla “caccia verso gli omosessuali”. Attivista della comunità Lgbt, non esitava a scendere in piazza per protestare contro ogni sopruso

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Secondo l’agenzia di stampa “Fontanka”, almeno otto coltellate sono state necessarie per uccidere Ylena Grigorieva, 41 anni, una delle più celebri attiviste dei diritti per gli omosessuali in Russia. È stata trovata senza vita per strada, a poca distanza dall’appartamento in cui viveva: hanno tentato di strangolarla, poi l’hanno finita con un coltello.

Secondo chi le era più vicino, come Dinar Idrisov, un altro attivista, Ylena aveva ricevuto diverse violenze e minacce di morte, e il suo nome compariva ai primi posti di un sito internet omofobo, chiuso di recente, che aveva dichiarato aperta la stagione di caccia agli omosessuali. Aveva sporto denuncia alla polizia, che non ha mai confermato le intimidazioni. Secondo un rapporto del Centro di ricerca sociale Csir, nel 2017 in Russia si sarebbero registrati almeno 267 crimini violenti ai danni della comunità Lgbt, fomentata dalla legge del 2013 che vietava “la propaganda gay fra minori”. Ylena era scomoda, non protestava soltanto per chiedere diritti e protezione per la comunità LGBT, era pronta a scendere in piazza per schierarsi contro qualsiasi ingiustizia, e più volte è finita con le manette ai polsi.

Nelle mani della polizia ci sarebbe un sospetto, ma nulla di più trapela.

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