Il criminologo ucciso da un serial killer

| Steven Pitt, lo psichiatra che si è occupato dei casi di cronaca più seguiti negli USA, stava indagando su una serie di delitti avvenuti in Arizona. Forse aveva identificato l'assassino o i suoi complici

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Lo psicologo di Phoenix David Weinstock è convinto che il famoso criminologo Steven Pitt sia stato ucciso da una persona legato a un caso che stava esaminando o del passato. Forse un serial killer.  "Potrei sbagliarmi, ma i tempi e le circostanze sembrano molto simili a un vero e prorio agguato organizzato in ogni dettaglio, sospetto che sia un uomo che Steve ha aiutato o qualcuno sul cui caso stava lavorando che si sentiva minacciato su quello che stava per emergere". 
Steven Pitt, il famoso psichiatra Usa che ha lavorato su alcuni dei casi di cronaca più importanti, personaggio tv fra i più seguiti, celebre per l'analisi dell'omicidio tuttora irrisolto della piccola JonBenet Ramsey, è stato assassinato a Phoenix, Arizona. C'è un identikit dell'assassino ma la polizia è ancora sulle sue tracce. Il criminologo è stato ucciso giovedì notte fuori dal suo ufficio mentre si avviava per tornare a casa. I testimoni affermano di aver sentito prima una discussione concitata, poi i colpi di pistola.

Steven Pitt


Pitt aveva partecipato nel 1996 alle indagini sull'omicidio di JonBenet Ramsey, la bimba "reginetta di bellezza", uno dei casi più controversi di tutti i tempi. Era convinto che la chiave fosse nell'autopsia di JonBenet, sul tipo dei cibi ingeriti prima di essere uccisa, in particolare sulla della frutta reperibile solo in casa. La sua analisi puntava a individuare i responsabili fra i membri della famiglia. La bambina aveva 6 anni quando fu trovata morta nella cantina di casa, quasi otto ore dopo la denuncia di scomparsa. Sul corpo fratture e segni di molestie sessuali: era stata colpita alla testa e poi strangolata. Inizialmente le forze dell'ordine del Colorado sospettarono dell'omicidio i genitori e il fratello (quest'ultimo avrebbe agito per gelosia verso la sorellina, coccolatissima per il suo status di reginetta, e i genitori avrebbero coperto il suo coinvolgimento). Tuttavia, la famiglia è stata parzialmente scagionata nel 2003 quando il Dna relevato sui vestiti della vittima suggerì la loro estraneità. Il completo proscioglimento avvenne nel luglio 2008 per mancanza di prove. Nel febbraio 2009, il Dipartimento di Polizia di Boulder ha chiesto al procuratore distrettuale di riaprire l'inchiesta. I mezzi di comunicazione si sono spesso concentrati sulla partecipazione di JonBénet a concorsi di bellezza per bambini, sull'agiatezza economica dei genitori e sugli elementi insoliti del caso. Spesso è stata criticata la gestione complessiva dell'indagine da parte della polizia. Diverse cause per diffamazione sono state depositate contro gli organi d'informazione da parte dei familiari di JonBénet e dei loro amici. Il caso, che rimane tuttora irrisolto, continua a generare interesse pubblico e dei media.

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