Un badge per i giorni del ciclo

| È bufera su una catena di grandi magazzini giapponesi, che ha chiesto alle proprie commesse di indossare un badge nei giorni del ciclo mestruale. Un’idea che voleva avere finalità sociali, ma che si è trasformata in un caso internazionale

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Sulla carta, l’idea non voleva essere divisiva, anzi: ma si è trasformata in un putiferio internazionale. Tutto inizia quando la direzione della filiale di Osaka di “Daimaru”, catena di centri commerciali diffusa in tutto il Giappone, convinta di aver avuto un’idea geniale propone alle sue commesse di indossare un badge nei giorni del ciclo mestruale che riproduce una caricatura di “Seiri-chan” (Miss Period), un personaggio manga creato per sensibilizzare l’opinione pubblica e vincere la tendenza tutta giapponese di considerare un tabù i periodi mestruali. In mezzo, a pensare male, anche la prossima apertura di un reparto interamente dedicato all’igiene femminile.

Ma come accennato, l’intenzione non era di ghettizzare le incolpevoli donne, ma avvisare colleghi e clienti, che consapevoli del stato fastidioso periodo sarebbero diventati più collaborativi e ben disposti verso le colleghe.

Ma non è andata così: la notizia ha fatto il giro del mondo, facendo piovere su Daimaru una pioggia di critiche, insulti e accuse di sessismo di tale portata da costringere la catena a rivedere il programma: “Non cancelleremo il programma, anche perché è ad uso strettamente interno, ma lo rivedremo utilizzando qualcosa di diverso rispetto al badge. Un tempo parlare di queste era un tabù, ma ora possiamo farlo”.

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