Nuova arma made in Italy contro il cancro

| Scoperto il "motore" che alimenti le forme più gravi e letali di tumore. Scienziati italiani e Usa aprono la strada a nuove terapie, bloccando il supergene che aumenta la proliferazione delle cellule malate. Prime sperimentazioni sui malati

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Due scienziati del Sud Italia, il beneventano Antonio Iavarone e la barese Anna Lasorella, hanno individuato negli Stati Uniti il modo di togliere energia a una categoria di tumori maligni tra cui una tipologia di glioblastoma, il più aggressivo dei tumori al cervello. La ricerca, pubblicata sulla rivista Nature, apre la strada a una cura farmacologica che sarà sperimentata su pazienti affetti dalla malattia in forma recidiva e ricoverati a Parigi in un ospedale fondato da Luigi XIV, il Pitié Salpêtrière. Iavarone e Lasorella hanno individuato il meccanismo innescato da una fusione di due geni chiamati FGFR3 e TACC3 i quali danno vita a un nuovo supergene in grado di aumentare numero e attività dei mitocondri, organelli presenti all’interno della cellula che funzionano come centraline di produzione di energia. Grazie all'azione di questo supergene, il cancro ha a disposizione una maggiore quantità di energia, indispensabile per il moltiplicarsi e diffondersi incontrollato delle cellule tumorali. La scoperta ha portato gli scienziati a usare, in prove di laboratorio alla Columbia University di New York, farmaci già esistenti che riducono l’attività dei mitocondri senza danneggiare le cellule sane, fino a bloccare la crescita dei tumori umani coltivati in laboratorio oppure iniettati nelle cavie.

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