Un’amante costa il posto al Ceo di McDonald’s

| Steve Easterbrook è stato invitato alle dimissioni dal consiglio di amministrazione per una relazione con una dipendente: per quanto fosse consenziente, rappresenta una violazione delle politiche aziendali

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Steve Easterbrook, nato nel 1967 a Watford, Inghilterra, è uno dei più affermati manager del mondo: dopo l’università si è formato alla “Price Waterhouse”, ma nel 1993 spicca il volo entrando dalla porta principale del colosso “McDonald’s”. Nel 2011 si prende una pausa per avviare verso il successo “PizzaExpress” e “Wamagama”, due grosse catene fast-food britanniche, poi torna alla casa madre, diventando prima chief brand officier per l’Europa del nord, quindi Ceo del colosso, con uno stipendio messo a bilancio, pari a 15,4 milioni di dollari all’anno. È lui a guidare l’impero nella giungla ormai affollatissima dei fast-food, modernizzando la compagnia con l’introduzione dei menù digitali, dei “McDrive” e dell’intelligenza artificiale per migliorare l’esperienza della clientela nei McDonald’s di tutto il mondo.

Ma adesso, Steve Easterbrook ha rassegnato le proprie dimissioni. La decisione è stata presa dal consiglio di amministrazione del colosso mondiale del fast-food, che ha votato compatto per la sua rimozione dall’incarico per violazione delle politiche aziendali sulla condotta personale. Easterbrook non ha potuto negare di aver avuto una relazione con una dipendente, e per quanto si sia trattato di un rapporto perfettamente consenziente, senza denunce e accuse, il board ha preferito non creare un precedente pericoloso, soprattutto in un momento in cui l’azienda è alle prese con una crisi di vendite e di identità in tutto il mondo, culminato nel sorpasso dello scorso anno dalla catena concorrente “Subway”.

“È stato un errore – ha commentato Easterbrook – dati i valori dell’azienda, è opportuno che mi faccia da parte”. Al suo posto arriva Chris Kempczinski, presidente di McDonald’s USA.

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