USA-Cina, la nuova guerra fredda

| Ai rapporti diplomatici vicini ai minimi storici, si aggiungono provocazioni come le rispettive chiusure di due consolati, uno in America e l’altro in Cina. Timori per un nuovo conflitto

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È una nuova guerra fredda, fatta di veleni, accuse e dispetti, quella che è in corso fra Stati Uniti e Cina. La tensione fra le due superpotenze ha toccato proprio in queste ore i minimi storici, con l’annuncio di Washington di voler chiudere il consolato cinese a Houston, in Texas, definita una “centrale di spionaggio” attraverso cui passavano dati e segreti governativi americani. Pechino ha risposto ordinando lo stesso per il consolato americano di Chengdu, nella provincia del Sichuan: “Una risposta legittima e necessaria alle misure irragionevoli degli Stati Uniti - ha commentato il ministero degli esteri cinese in una nota - l’attuale situazione delle relazioni fra Cina e USA non è ciò che Pechino si augura di vedere e l’America ne è responsabile. Ancora una volta, sollecitiamo gli Stati Uniti a ritirare la loro decisione e ricreare le condizioni necessarie per rimettere in carreggiata le relazioni bilaterali”.

Ad alimentare il fuoco ci ha pensato anche il segretario di stato Mike Pompeo, che per la prima volta nella storia americana ha parlato apertamente di “nuova tirannia”, accusando Pechino di “vare costretto il mondo ad indossare le mascherine e a fare il conteggio dei morti perché il partito Comunista ha tradito le sue promesse. Stiamo anche seguendo gli sviluppi della repressione in atto a Hong Kong e nello Xinjiang”.

Frasi che ancora una volta hanno fatto scattare la reazione di Pechino, che attraverso Hua Chunying, portavoce del ministero degli esteri, ha bollato Pompeo come “una formica che tenta di scuotere un albero”.

La tensione fra i due Paesi, che a causa della pandemia hanno interrotto i rapporti diplomatici, sta allarmando gli analisti politici, che ormai parlano apertamente di rischio molto di un nuovo conflitto militare.

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